Gender pay gap: l’UE propone sanzioni per discriminazioni salariali

Team Comunicazione
04-03-2021

Diritto di conoscere i livelli retributivi dei lavoratori che svolgono lo stesso lavoro, obblighi di comunicazione del divario retributivo di genere per le grandi imprese e sanzioni per le violazioni della parità retributiva. Sono alcune delle misure avanzate dalla Commissione europea per diminuire il gender gap sui luoghi di lavoro e aumentare la trasparenza salariale: misure decisive per colmare un pay gap che nel 2018  in Europa si attestava in media al 14,8%.

"Lo stesso lavoro merita la stessa retribuzione, e per la parità di retribuzione è necessaria la trasparenza - ha commentato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen - Le donne devono sapere se i loro datori di lavoro le trattano in modo equo. In caso contrario, devono potersi opporre e ottenere ciò che meritano".

Vera Jourová, Vice Presidente con delega a Valori e Trasparenza, ha dichiarato: “Vogliamo che chi cerca lavoro e chi già lavora disponga di strumenti per ottenere un salario equo e per conoscere e soddisfare i suoi diritti. Anche per questo i datori di lavoro devono diventare più trasparenti sulle policy di retribuzione. Basta doppi standard, basta scuse”.

 

Le proposte europee

Tra le misure proposte per la trasparenza retributiva ci sono:

  • l'obbligo per i datori di lavoro di fornire informazioni sul livello retributivo nell'annuncio di lavoro o prima del colloquio;
  • l'obbligo per i datori di lavoro con almeno 250 dipendenti di rendere pubbliche all'interno della loro organizzazione informazioni sul divario retributivo.
  • I datori di lavoro dovranno fornire dati anonimi relativi alla retribuzione su richiesta del dipendente.

Previsti inoltre indennizzi per i lavoratori che hanno subito discriminazioni retributive di genere, onere della prova di discriminazione a carico del datore di lavoro, sanzioni specifiche per le violazioni della norma sulla parità retributiva e possibilità per i rappresentanti dei lavoratori di agire in procedimenti giudiziari o amministrativi per conto dei lavoratori su questi temi.

La proposta si applica a tutti i lavoratori, compresi i lavoratori part-time, i lavoratori con contratto a tempo determinato o persone con un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro con un'agenzia interinale, lavoratori domestici, lavoratori a richiesta, lavoratori intermittenti, lavoratori con voucher, i lavoratori delle piattaforme web.

La Commissione evidenzia come la proposta tenga conto dell'attuale difficile situazione dei datori di lavoro, in particolare nel settore privato, e come mantenga la proporzionalità delle misure contemplando una flessibilità per le piccole e medie imprese  e incoraggiando gli Stati membri a utilizzare le risorse disponibili per la comunicazione dei dati.

QUI puoi leggere la proposta.

La proposta passerà ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. Se adottata, gli Stati membri avranno due anni di tempo per recepire la direttiva nel diritto nazionale e comunicare i testi alla Commissione.

 

 

L'impegno di Valore D #nopaygap

In Italia la differenza salariale tra donne e uomini nel settore privato è del 17,1%: un divario che non è solo economico ma anche culturale. Valori più alti sono raggiunti invece dall’overall earnings gap, ossia la differenza media tra stipendi annuali di uomini e donne: nel 2014, questo era pari al 43,7% in Italia, contro una media europea del 39,6 per cento. A questi valori ha fatto riferimento Mario Draghi nel suo discorso, soffermandosi sull’importanza di superare il divario di genere: “l’Italia presenta oggi uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre a una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro”.

 

Valore D si impegna da più di 10 anni per la parità di genere e per una cultura equa e inclusiva nelle organizzazioni e nel nostro Paese, per questo promuove la campagna per la parità salariale #nopaygap. Impegniamoci insieme per raggiungere questo obiettivo!

 

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