S.M.A.R.T. Boards for Smart Companies 2018

PoliMi | LUISS Guido Carli
07-02-2018
Innovazione sociale

La diversità di un’azienda, non solo quella di genere ma anche generazionale, culturale e di competenze - a partire dalla composizione del proprio Consiglio di Amministrazione - si può misurare e porta benefici in termini anche finanziari. Sono questi alcuni dei principali spunti emersi dalle seconda edizione del primo Osservatorio in Italia sulla composizione dei Consigli di Amministrazione, organizzato da Valore D e dal Comitato delle Alumnae In The Boardroom, in collaborazione con Borsa Italiana e con il contributo scientifico del Politecnico di Milano e dell’Università LUISS Guido Carli.

L’anno scorso, l’Osservatorio ha analizzato le caratteristiche che deve avere un Consiglio di Amministrazione per essere efficace, coniando l’acronimo S.M.A.R.T. che sintetizza i cinque fattori chiave per un board performante: Sostenibilità, Meritocrazia, Agilità, Responsabilità, Tecnologia. Quest’anno, l’attenzione si è concentrata sulla misurazione delle caratteristiche di un Consiglio di Amministrazione e sulla relazione tra qualità dei vertici aziendali, politiche aziendali interne e performance finanziarie.

Un tema di stretta attualità per regolatori e investitori, in uno scenario dove gli standard di sostenibilità sono sempre più determinanti e le aziende che non si adeguano rischiano di perdere grandi opportunità. In base all’analisi condotta anche quest’anno per l’Osservatorio da Marco Giorgino, Professore Ordinario di Istituzioni e Mercati Finanziari del Politecnico di Milano, il 2017 ha visto consolidare nei board la riduzione della numerosità dei componenti, con una crescente incidenza di indipendenti e di donne: dal 2012 – anno di entrata in vigore della Legge Golfo Mosca - il loro numero è triplicato, passando da 242 a 751 e con ruoli prevalentemente da indipendenti (522 nel 2017) e solo in alcuni casi di executive (65), al contrario dei colleghi (566 indipendenti e 466 executive).

La diversità di genere ha portato con sé un rinnovamento più ad ampio spettro: le donne hanno contribuito ad abbassare l’età media (51,8 anni contro i 58,9 anni di media dei colleghi) e a portare profili internazionali dentro le stanze dei bottoni. Dall’entrata in vigore della legge Golfo-Mosca (2012) i consiglieri con esperienza all’estero sono quasi raddoppiati (+89%), e ormai una consigliera su tre ha un profilo di questo tipo. In forte aumento (+85,9%) anche i membri più qualificati, con un livello di istruzione post laurea.

L’Osservatorio 2018 ha presentato anche una ricerca inedita sulla board leadership, cioè sul profilo di Presidenti, Vice Presidenti e Amministratori Delegati delle società non finanziarie quotate e, in particolare, a partecipazione pubblica. In base ai dati analizzati dal Professore Alessandro Zattoni, ordinario di Strategia e Direttore del Dipartimento di Impresa e Management dell’Università LUISS Guido Carli, si sta definendo una nuova figura di Presidente indipendente non esecutivo di stampo anglosassone, che in diversi casi è già rappresentata da donne. Un nuovo ruolo e un nuovo stile di leadership che gli azionisti sembrano apprezzare sempre di più. I dati indicano più in generale che sono in aumento i consiglieri di genere femminile che ricoprono posizioni di vertice e che il loro profilo ha caratteristiche proprie e differenti rispetto a quelle dei consiglieri.

Associarsi
Entra in un network di oltre 180 aziende, accedi a esclusivi percorsi di formazione e scambia best practice con le altre imprese associate.
scopri di più
ENG