STEM: una questione di “SCELTE”

Cresce negli ultimi anni il numero delle studentesse iscritte ai corsi di laurea di ingegneria, anche per effetto delle iniziative per avvicinarle alle cosiddette materie STEM. Una percentuale che in Italia purtroppo si ferma al 19%, rispetto al 40,1% dei ragazzi, nonostante il 59,4% dei laureati totali sia donna.

A far riflettere su questo fenomeno – on air da oggi – “SCELTE”: podcast interamente dedicato all’argomento, nonché ultimo progetto della campagna di #ValoreD4STEM sul tema della partecipazione femminile al mondo scientifico.

 

“SCELTE”: il podcast è “on air”

«Dobbiamo essere in tante – dice Elvina Finzi, ingegnera nucleare, protagonista del primo episodio -. Oggi solo due impieghi su dieci nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono occupati da donne. Al contempo l’84% delle aziende ha in agenda la digitalizzazione delle proprie attività, come dice il report del World Economic Forum. E allora, se vorremo lavorare ed essere indipendenti in futuro, molto probabilmente dovremo concentrarci sulle carriere STEM».

Parte così la prima puntata, condotta da Annalisa Monfreda e Montserrat Fernandez Blanco. “Esiste un unico modo di interpretare una carriera?” No. Lo mostrano 7 diverse storie di vita che mostrano come le STEM siano in grado di sfidarci e tirare fuori il meglio di noi.  «Dobbiamo essere in tante» ribadisce la Finzi «perché diventi più facile per le donne portare avanti la propria carriera in questi settori». Questo uno dei fili conduttori delle puntate, che ci accompagneranno per tutta l’estate, disponibili su Spotify, Amazon Audible, Apple Podcast e Google Podcasts.

 

Ascolta la prima puntata del Podcast SCELTE

Il podcast è prodotto da Piano P e la copertina è realizzata da Marco Goran Romano.

Inclusione di genere: un percorso che riparte anche dall’università

Un nuovo progetto, quello di Valore D – da anni sull’inclusione di genere -, quindi, che oggi racconta di difficoltà e stimoli, e che si unisce al percorso avviato già dalle università per quanto riguarda le materie scientifiche, in linea con quanto richiesto dall’Unione Europea. Gli istituti, infatti, per favorire le iscrizioni e superare il gender gap, ancora ampiamente persistenti nella società, si sono impegnati con un primo piano di uguaglianza di genere 2021-2024.

L’Università degli Studi di Firenze, ultima in ordine cronologico, ad esempio, ha lanciato un bando per le ragazze con 10 borse di studio con un importo complessivo di 40.000 euro nei percorsi di laurea STEM in Chimica, Fisica e Astrofisica, Informatica, Ingegneria civile, edile e ambientale, Ingegneria elettronica, Ingegneria gestionale, Ingegneria informatica, Ingegneria meccanica, Scienze geologiche e Statistica. Non solo.

La Rettrice ha costituito un gruppo di lavoro per correggere e contrastare qualsiasi disuguaglianza emersa in ogni ambito della ricerca, della didattica e dei percorsi formativi e professionali nell’Ateneo, ma anche per stabilire obiettivi di medio e lungo periodo per la promozione della parità di genere. Un’azione che monitori i progressi per un reale cambiamento, a partire dal mondo in aula.

 

STEM: non è tempo perso!

La mancanza di parità di genere, del resto, può essere un motivo di allontanamento anche dall’ambiente di lavoro. Parlando di gender gap salariale, un uomo a 5 anni dalla laurea in ingegneria arriva a guadagnare 1,850 euro contro i 1.700 euro delle colleghe (circa il 7,6% in più). Un dislivello che aumenta all’interno del gruppo “Ingegneria civile/Architettura” fino al +13,9%: la situazione è fotografata dai dati del Centro studi Cni sul tavolo di cinque società attive nel settore dell’ingegneria e dell’architettura (ArchLivIng, Alpina, NET Engineering, Suez e Stantec), che hanno creato la rete “Women in Engineering”. A confortare è la percentuale delle frequentanti all’università: migliorata negli anni. Se nel 2000 le donne erano pari al 16% dei laureati in Ingegneria, ora stando al loro report, si è arrivati al 28,1%.

Il fenomeno si riflette anche guardando le iscrizioni all’albo professionale. Nel 2010 la quota femminile era il 10,8%, salita al 13,7% nel 2015 e al 16,1% nel 2021. Non finisce qui. A un anno dalla laurea, negli indirizzi industriali e dell’informazione, il 74% ha trovato un lavoro. Più complicata la carriera nel settore civile: la quota di laureate occupate a un anno dalla fine del percorso di studi si riduce al 54,1%. Un tasso comunque più alto rispetto a quello di altri settori.

 

Scopri tutta la campagna #ValoreD4STEM

 

Valore D celebra la Giornata Mondiale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza

«Non si può ridurre tutto a una questione di genere», sentiamo dire spesso. Tutto no, ma il fatto che ogni ventisette Nobel, solo uno venga vinto da una scienziata donna, questo sì. Lo dicono i numeri e ne parlano le statistiche, che dipingono uno scenario in cui la differenza di genere permea ancora fortemente l’ambito del lavoro, e dello studio.

Non è un caso che nel 2015 l’ONU abbia deciso di istituire la Giornata Mondiale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, che cade l’11 febbraio. Proprio in quegli anni il tema è diventato di pubblico dibattito, anche se alla fine se n’è sempre parlato – basti pensare che Cosmopolitan nel numero di aprile 1965 titolava «Come avere successo in finanza senza essere un uomo».

#VALORED4STEM: l’iniziativa di Valore D

Valore D lancia #ValoreD4STEM una CALL TO ACTION su questo tema per sottolineare l’urgenza di invertire la narrazione, di rimuovere lo stereotipo che allontana le donne dai settori legati alla scienza e incoraggiarle nello studio delle STEM, che sono alla base della maggior parte delle professioni del futuro. Un supporto di cui c’è bisogno, e lo dimostra l’esistenza alla Statale di Milano di una materia come Pari Opportunità e Carriere Scientifiche.

Ragazze nella scienza: l’esperienza diretta

A diciott’anni, sapere che la propria compagna di banco, finita l’estate, avrebbe intrapreso gli studi in astrofisica – ma anche ingegneria faceva storcere il naso- non era una notizia che veniva accolta con lo stesso stupore di una ragazza che si sarebbe iscritta a storia, o lettere. «Già a 6 anni le bambine smettono di innamorarsi delle materie scientifiche», credendo che siano “roba da maschi”. Il gender gap in ambito STEM, infatti, non riguarda solo di livelli occupazionali, che ne sono la logica conseguenza. Ma di un condizionamento che avviene fin da quando ci si trova davanti alla scelta del percorso universitario, della facoltà che si vorrebbe frequentare per soddisfare ambizioni lavorative e, quindi, personali.

Per leggere l’articolo completo 

Letture per avvicinare le ragazze alle STEM e conoscere i contributi delle donne nella scienza

prodotti culturali hanno una profonda influenza nel modo in cui vediamo, capiamo e trattiamo le persone, specialmente chi è diverso da noi, e la rappresentazione nei media è importante nel modo in cui i giovani costruiscono le loro aspettative e sognano il futuro. Le immagini e le parole che si trovano nei libri hanno un ruolo enorme nel fornire messaggi impliciti ed espliciti a piccoli lettori e lettrici. Ci sono libri perfetti per le bambine incuriosite da materie come la matematica o la scienza, e altri per ragazze più grandi o per donne che vogliono saperne di più sulle scienziate che hanno dato contributi fondamentali, arrivando anche talvolta a vincere un premio Nobel.

In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza vi segnaliamo alcuni titoli utili a promuovere il ruolo delle donne nelle STEM e abbattere gli stereotipi di genere nella scienza.

 

Ecco alcuni suggerimenti di lettura in evidenza:

 

  • Il mio lavoro è una favola. 15 fantastiche storie al femminile nel mondo della scienza e della tecnica, a cura di Amelia Lentini, Dedalo
  • Storie e vite di superdonne che hanno fatto la scienza di Gabriella Greison, Salani Editore
  • Inferiori di Angela Saini, edizioni HarperCollins
  • La scienza della fantasia di Davide Coero Borga, Codice Edizioni

Scopri questi e tanti altri titoli che abbiamo selezionato per questa occasione e raccolto nella nostra vetrina su Amazon, una raccolta di libri per adulti e bambini che parlano di donne, scienza, tecnologia, ingegneria e matematica!  > CLICCA QUI

 

Segnaliamo anche l’iniziativa di Mondadori che in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza mette a disposizione contenuti tratti dai propri corsi, videointerviste e materiali multimediali esclusivi, puoi esplorarli qui.

Anche Feltrinelli ha dedicato giochi educativi e titoli per sviluppare le abilità dei bambini in ambito scientifico in modo divertente e creativo, seguendo le 4 aree specifiche: Scienza (Science), Tecnologia (Technology), Ingegneria (Engineering), Matematica (Mathematics) che  compongono l’acronimo S.T.E.M. Scoprili qui!

 

Ne conosci altri? Scrivici a segreteria@valored.it

 

Sei in cerca di altra ispirazione? Dai un’occhiata ai nostri suggerimenti di film e programmi televisivi sulle donne STEM!

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Film e programmi televisivi per conoscere e celebrare scienziate e donne STEM

L’11 febbraio è la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza. In questa occasione Valore D lancia la campagna #ValoreD4STEM, per abbattere gli stereotipi di genere che spesso impediscono alle donne di avvicinarsi allo studio delle materie scientifiche e a sognare carriere in tali ambiti.

Ma per poter ispirare sempre più donne e ragazze, ci sono tantissimi film e programmi tv che ci raccontano delle grandi scienziate che con i loro studi e le loro scoperte hanno cambiato il mondo. Ecco una serie di spunti e idee per parlarne a casa e a scuola.

 

Film

  • Il diritto di contare di Theodore Melfi, racconta la storia della matematica, scienziata e fisica afroamericana Katherine Johnson e del suo lavoro alla NASA per la missione Apollo 11
  • Radioactive di Marjane Satrapi, racconta la storia di Marie Curie
  • Agora di Alejandro Amenabar, sulla vita della matematica, astronoma e filosofa greco-alessandrina Ipazia
  • Gorilla nella nebbia di Michael Apted, film tratto dall’autobiografia di Dian Fossey, ricercatrice americana che ha vissuto tra i gorilla di montagna in Congo e Uganda
  • Jane, documentario biografico dedicato alla scienziata Jane Goodall

 

Una scena del film Il diritto di contare

Programmi televisivi

 

Ti interessano altri spunti? Prova con i nostri consigli di lettura!

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#ValoreD4STEM, guarda e condividi il video spot per superare gli stereotipi di genere nelle STEM

“C’era una volta una ragazzina che voleva inventare…” inizia così una favola che per molte bambine si interrompe già a 6 anni, quando iniziano a farsi sentire i condizionamenti degli stereotipi di genere che impediscono a molte di loro di immaginarsi un futuro nella scienza.

 

In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza e a un anno dall’indagine sul tema delle donne STEM nelle organizzazioni, Valore D lancia lo spot #ValoreD4STEM per contribuire a ridurre il divario di genere nei settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica – le materie STEM – e rendere i percorsi di studio e le carriere in questi settori, dove si creerà maggiore occupazione in futuro, più attrattivi per le donne.

 

Unisciti a noi ed amplifica questo importante messaggio, insieme porteremo l’attenzione su un tema di grande rilevanza per tutto il Paese.
Aderisci alla campagna condividendo il video sui social, taggando Valore D e usando l’hashtag #ValoreD4STEM!

 


 

 

Il futuro è STEM

Nonostante rappresentino oltre la metà dei laureati in Italia (58,7%), sono ancora troppo poche le ragazze che scelgono un indirizzo di studi nelle materie scientifiche. Nel 2020 solo il 18,9%, si è laureata in una di queste materie – contro il 39,2% dei ragazzi – e, se si guarda alle lauree in informatica, il dato scende al 15% (Fonte: Almalaurea, XXIII Indagine sul Profilo dei Laureati, dati 2021). Eppure le competenze STEM saranno indispensabili per il futuro del lavoro; già oggi 84% dei datori ha in agenda la digitalizzazione dell’azienda e il 50% l’automazione di alcuni settori (Fonte: The World Economic Forum’s Future of Jobs Report 2020).

“Il pregiudizio che vuole le ragazze non portate per le materie scientifiche è purtroppo ancora molto diffuso ed è necessario cambiare questa narrazione, non solo perché non corrisponde a verità, ma soprattutto perché crea disparità di opportunità nell’accesso a quelle professioni che sono sempre più richieste dal mercato. Bisogna abbattere gli stereotipi affinché più ragazze scelgano percorsi STEM se non vogliamo che le donne siano ancora una volta svantaggiate nel mondo del lavoro”

commenta Barbara Falcomer direttrice generale Valore D.

La scuola gioca un ruolo fondamentale nell’orientare le scelte di studio. Lo conferma anche l’indagine #ValoreD4STEM promossa da Valore D tra 61 aziende del network che, fotografando la presenza delle professioniste STEM nelle organizzazioni italiane, rileva che oltre il 62% delle rispondenti aveva una predilezione per queste materie già sui banchi di scuola e che il 20% ha incontrato sulla sua strada un/una docente che le ha fatte appassionare alle STEM.

Il mondo del lavoro sarà plasmato dalle discipline STEM e già oggi un’azienda su quattro ha difficoltà nel trovare profili adatti a ricoprire il ruolo. È necessario un grande sforzo di comunicazione che parta dalle scuole e dalle famiglie e superi lo stereotipo delle materie scientifiche noiose e difficili, e quindi non adatte alle ragazze. Bisogna agire un profondo cambiamento culturale che mostri alle donne le potenzialità di un lavoro in ambito STEM affinché aumenti la loro presenza nei settori che oggi contribuiscono di più all’innovazione e alla crescita del business”.

conclude Paola Mascaro Presidente Valore D.

 

STEM: protagoniste di una grande storia

In questa giornata la campagna #ValoreD4STEM è accompagnata dal Talk in live streaming alle ore 16:00 STEM: protagoniste di una grande storia condotto da Davide Coero Borga di Rai Scuola, per raccontare storie di Scienza, Tecnologia, Matematica e Ingegneria alla portata di tutti.

 

 

L’appuntamento live “STEM: protagoniste di una grande storia” è l’11 febbraio alle 16:00! ISCRIVITI QUI

 

Ma non è tutto. Per diffondere una cultura di parità nelle materie scientifiche scopri i nostri suggerimenti di lettura, film e programmi tv consigliati e altri eventi interessanti che valorizzano le donne nelle STEM.

 

Iniziative per promuovere il ruolo delle donne nelle STEM

Le donne e le ragazze nelle STEM sono sempre di più e sono il motore principale di un cambiamento che favorisce l’abbattimento del gender gap e l’avvicinamento delle donne a tutti i livelli delle discipline scientifiche. Con la campagna #ValoreD4STEM vogliamo cogliere l’occasione per dare loro visibilità e valorizzare il loro contributo!

Alle 16:00 Valore D ti invita a “STEM: protagoniste di una grande storia” un Talk live con Davide Coero Borga, di Rai Scuola, che racconta storie di Scienza, Tecnologia, Matematica e Ingegneria alla portata di tutti. Per partecipare ISCRIVITI QUI.

Ma non è tutto. Valore D crede nel valore del fare rete: per questo qui raccogliamo alcune iniziative realizzate per l’occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza da parte di altre realtà e associazioni:

 

Venerdì 11 febbraio 2022

 

  • SheTech presenta i risultati del report Tech (non) è un lavoro per donne” L’appuntamento è alle 16:30.Iscriviti all’evento
  • “Perché dobbiamo imparare a leggere i dati?” Una Instagram live sul canale di Alley Oop alle 14:30. Letizia Giangualano intervista Donata Columbro, giornalista e responsabile della Dataninja School.
  • “11Febbraio2022” Episodio speciale del podcast di IIT “Voices From The Labs”. Camilla Dalla Bona e Giuliano Greco descrivono l’attuale condizione italiana ed europea nell’ambito della gender equality e intervistano Lina Donnarumma – Diversity and Inclusion Manager di IIT, Ilka Kriegel – PI Functional Nanosystems e Maria Rosa Antognazza – ricercatrice IIT;
  • “Donne e scienza – Le donne nella ricerca in Italia: cosa è cambiato?” le ricercatrici Marianna Semprini, Giulia Suarato, Alessandra Sciutti saranno protagoniste della nuova video-pillola organizzate da Observa – Scienza e Società
  • “Incontro con straordinarie donne di scienza europee” Alessandra Sciutti, PI CONTACT Unit di IIT, parteciperà all’evento organizzato dall’Institut français Italia che si svolgerà a Roma a Palazzo Farnese dalle ore 15 alle ore 17. Diretta streaming sulla pagina Facebook della Fondazione IIT;
  • “Imparare a creare un’applicazione di Intelligenza Artificiale”: l’associazione Donne 4.0 organizza una diretta streaming alle ore 18:30 con  Darya Majidi e Roberta Russo. Collegati qui.

 

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Scopri anche i nostri suggerimenti di lettura e di film e programmi televisivi per avvicinare le ragazze alla scienza e valorizzare le donne nelle STEM!

 

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Il paradosso delle STEM

Secondo l’Unesco a livello internazionale meno del 30% delle persone che si occupano di ricerca sono donne. Solo il 30% di tutte le studentesse sceglie i campi legati alle STEM nell’istruzione superiore. A livello globale, l’iscrizione delle studentesse è particolarmente bassa nei settori delle ICT (3%), delle scienze naturali, della matematica e della statistica (5%). Sono ancora poche le donne che arrivano ai vertici degli istituti di ricerca, molte di loro decidono di diventare insegnanti invece di proseguire con la carriera accademica. Nei paesi OCSE solo il 13,7% dei depositari di brevetto sono donne.Per ridurre veramente il divario di genere dobbiamo identificare fattori qualitativi, sociali e culturali, che dissuadono le donne dal perseguire carriere in scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

 

Il gender gap nelle STEM oltre l’Occidente

La percentuale di donne STEM, infatti, cambia sensibilmente a seconda del Paese considerato. Sorprendentemente, sono i Paesi economicamente più avanzati e più attenti alla parità di genere a soffrire di una scarsa presenza femminile nella scienza, nella tecnologia e nella matematica. Per esempio, nel Nord Africa, dove le facoltà scientifiche sono viste come un punto di ingresso verso un settore lavorativo in crescita e anche possibilmente verso un impiego sicuro, le donne sono quasi il 50% delle iscritte alle università scientifiche. La carenza di lavoratori altamente formati ha spinto i governi e le agenzie di sviluppo a supportare gli studi STEM e spesso questi sforzi sono avvenuti proprio negli anni in cui in questo ambito sono nate molte nuove specializzazioni, ancora non connotate, in fase iniziale, da alcun pregiudizio di genere. Ancora, negli stati del Golfo le donne rappresentano il 60% delle iscritte a ingegneria e il 40% della forza lavoro.

 

All’origine del divario

Questi dati a livello globali bastano a smontare lo stereotipo per cui  ci sarebbero materie “da maschi” o “da femmine”. Eppure sono proprio gli stereotipi di genere, le rappresentazioni culturali onnipresenti delle materie STEM come intrinsecamente maschili che riducono l’interesse delle ragazze nei campi tecnici, convincendole del fatto che le competenze correlate a questo ambito non siano a loro congeniali. Il condizionamento che deriva dagli stereotipi di genere, per quanto riguarda la scelta delle carriere professionali, è così forte da renderli delle credenze che si auto-avverano. Inoltre, anche la mancanza di modelli di ruolo visibili e politiche e ambienti poco favorevoli o addirittura ostili possono impedire alle ragazze e alle donne di perseguire queste carriere.

 

Come gli stereotipi condizionano le scelte sin dall’infanzia

Oltre alla forte influenza della scuola e del contesto famigliare, anche i prodotti culturali a cui si accede fin dall’infanzia svolgono un ruolo importante nel fornire messaggi impliciti ed espliciti a piccoli lettori e lettrici che si ispirano alle storie per sognare o decidere cosa fare da grandi. Ma allora quanto sono rappresentate le donne e le minoranze? C’è attenzione alla rappresentazione della diversità?

L’intelligenza artificiale può venirci in aiuto, ma i risultati non sono incoraggianti, stando a un interessante articolo di Donata Columbro su La Stampa. Un team di ricercatori e ricercatrici dell’Università di Chicago ha usato l’intelligenza artificiale e i dati per misurare la diversity in migliaia di libri per l’infanzia pubblicati dagli Stati Uniti. Il progetto, realizzato dal MiiE Lab (Messages, Identity, and Inclusion in Education Lab), ha mostrato che:

 

– la maggioranza dei personaggi sono maschi bianchi adulti, anche nei libri sulla diversity;

– le donne sono più presenti come illustrazioni che come personaggi parlanti della storia.

Inoltre i ricercatori hanno scoperto, per esempio, che le donne sono più rappresentate nelle immagini rispetto ai testi, tranne nelle collezioni dedicate ai libri con personaggi femminili. Ciò suggerisce che potrebbe esserci un’inclusione simbolica delle donne nelle immagini, senza però un’inclusione sostanziale nella storia reale, secondo i ricercatori.

Il tema diventa particolarmente delicato se pensiamo ai condizionamenti che ne derivano sulle future scelte lavorative e professionali che i ragazzi e le ragazze  faranno. Il World Economic Forum ormai lo ripete da qualche anno: il 65% dei bambini che oggi frequenta le scuole elementari farà lavori che ancora non esistono.
Il report “Future of Jobs 2020” del WEF stima che nei prossimi tre anni, a livello globale, l’evoluzione del mondo del lavoro determinerà la nascita di 97 milioni di nuove opportunità occupazionali, con una forte componente tecnologica. Le competenze STEM sono sempre più richieste: dobbiamo assicurarci che le donne e le ragazze occupino la giusta quota in questi settori e che possano dare il loro contributo, per un futuro più inclusivo.

 

Uno sguardo al futuro: la presenza delle donne sta cambiando la scienza

«Il fatto che oggi ci siano un numero più consistente di donne nel mondo scientifico sta cambiando il modo in cui la scienza viene fatta», scrive Angela Saini nel suo saggio, “Inferiori. Come la scienza ha penalizzato le donne” (HarperCollins 2019). Oggi, aggiunge, «vengono poste domande che non erano mai state poste prima, con la conseguenza che le vecchie idee si stanno sgretolando davanti a quelle nuove». Scopri questo e molti altri consigli di lettura su donne  e STEM che abbiamo raccolto in occasione della Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza.

Su questo tema Valore D ha realizzato il video spot #ValoreD4STEM per contribuire a ridurre il divario di genere nella Scienza, nella Tecnologia, nell’Ingegneria e nella Matematica – le materie STEM. Già a 6 anni, infatti, le bambine smettono di immaginarsi un futuro nella scienza, a causa del condizionamento degli stereotipi di genere.

 

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STEM. Roba da ragazze

La pubblicazione “STEM. Roba da ragazze” fa parte della collana «La ricerca», un semestrale di informazione e approfondimento di Loescher editore.

Si tratta di un’indagine sugli stereotipi di genere nell’accesso agli studi e alle professioni STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Nei vari contributi ci si interroga sul perché gli ambiti del sapere scientifico, matematico, ingegneristico e tecnologico siano ancora per la maggior parte prerogativa del genere maschile, almeno nel nostro Paese e nel mondo occidentale in generale.

Compongono la ricerca testimonianze, approfondimenti, progetti didattici e formativi, con uno sguardo sia al territorio italiano, ma anche all’estero.

Molti studi concordano sul ruolo fondamentale che alcuni stereotipi svolgono nel disincentivare le bambine e le ragazze dall’intraprendere e/o continuare studi STEM. In Italia, le donne sono la metà della popolazione studentesca, ma sono ancora poche, soprattuto se confrontate con la controparte maschile, quelle che decidono di intraprendere studi STEM, soprattutto in alcuni percorsi di ingegneria, informatica e tecnologie ICT.

Per ridurre il divario, quindi, bisogna agire sugli stereotipi. È provato che l’influenza di genitori, educatori, amici e media, gioca un ruolo determinante nel modellare gli stereotipi, che si formano nell’infanzia e si consolidano durante l’adolescenza.

È importante contenere il gap perché il mondo contemporaneo pone sempre con maggiore urgenza delle sfide scientifiche e tecnologiche e i percorsi formativi STEM forniscono proprio quelle competenze maggiormente richieste dal mercato del lavoro (di oggi e del domani) e che in futuro quindi potranno favorire maggiori possibilità di carriera e di guadagno. Il coinvolgimento più incisivo di tutte le competenze disponibili, comprese quelle delle donne, è di fondamentale importanza.