Gli eventi della nostra rete di aziende associate per la Giornata Internazionale della donna

La Giornata Internazionale della Donna è un’occasione per approfondire i temi dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle donne, soprattutto quest’anno in cui gli effetti della pandemia impattano su una condizione femminile già poco incoraggiante, con il rischio di ampliare il gender gap.  Per questo vogliamo unire la nostra voce a quella delle aziende associate, con cui condividiamo l’impegno per l’equilibrio di genere e per una cultura inclusiva.

Di seguito potete trovare alcuni eventi e iniziative aperte al pubblico organizzati dalla rete delle aziende associate:

 

  • Agos, Amundi e Crédit Agricole Italia, Parità di genere e ruolo della donna per la crescita economica e l’inclusione sociale

Agos, Amundi e Crédit Agricole Italia organizzano un live webinar intitolato “Parità di genere e ruolo della donna per la crescita economica e l’inclusione sociale”. L’evento sarà coordinato dalla Giornalista Emanuela Grigliè, autrice del libro “Per soli uomini – il maschilismo dei dati dalla ricerca scientifica al design”, con l’intervento di Laura Pedretti – Direttrice Customer Operations di AGOS; Antonella Salvatori – Responsabile della Gestione del Personale Crédit Agricole Italia e Cinzia Tagliabue – CEO Amundi SGR.

Il webinar è l’8marzo alle 17:30. Per partecipare ISCRIVITI QUI.

 

  • Accelera con Amazon, Accademia Virtuale

Amazon organizza l’Accademia Virtuale per sostenere la crescita delle aziende a guida femminile e non solo, parte del programma gratuito Accelera con Amazon. Nel corso dell’Accademia sarà possibile accedere a strumenti e competenze messi a disposizione da esperti del settore arricchiti da preziose testimonianze condivise da imprenditrici presenti su Amazon.it. Intervengono:

– Benvenuto da parte di Ilaria Zanelotti, Director Seller Services di Amazon
– Barbara Falcomer – Direttrice Generale Valore D e Diva Tommei – Founder @ Solenica
– Giulia Rossi, Digital Innovation Lead – Sud Europa, Amazon Web Services (AWS)
– Prof. Riccardo Mangiaracina, Direttore International Flex EMBA, MIP Politecnico di Milano.
– Francesca Pellizzoni, Senior Program Manager SBE Amazon, con la testimonianza dei Partner di vendita.

L’evento è il 10 marzo alle ore 10:00. Per partecipare CLICCA QUI.

 

  • Bocconi e AXA: un lab per frenare la She-cession

Insieme all’AXA Research Fund, nasce l’AXA research lab on Gender equality diretto da Paola Profeta, per promuovere studi in grado di incidere sulle policy indispensabili per eliminare il gender gap e centrare così il traguardo fissato nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Obiettivo dell’AXA research lab on Gender equality è indagare il ruolo delle politiche pubbliche nella promozione dell’uguaglianza di genere, nonché l’empowerment e la leadership femminile. «In AXA abbiamo ad esempio raggiunto la parità in assunzioni e promozioni e la quasi parità sugli executive, con l’obiettivo di raggiungere l’equal pay gap a livello di Gruppo entro il 2023. Ora, grazie a questo progetto puntiamo ad innescare, attraverso la ricerca scientifica, un cambiamento culturale più ampio, che crei quella consapevolezza necessaria a favorire l’uguaglianza. Sono fiducioso che i risultati del Lab potranno essere decisivi per incidere sui processi decisionali, che favoriscano una società più inclusiva e sostenibile». sottolinea Patrick Cohen, CEO del Gruppo assicurativo AXA Italia. 

 

  • DLA Piper: Verso una nuova leadership

L’8 marzo 2021 è un giorno diverso dalle precedenti Giornate Internazionali della Donna: si colloca nel pieno della pandemia da Covid-19 e trova una società che deve affrontare profonde ferite, oltre che personali, del tessuto sociale ed economico globale. Questa giornata si colloca, però, anche in un momento di speranza e di grandi aspettative, in cui la società tutta, trasversalmente, vede una occasione di rilancio, un momento di ripresa, che si dà nuovi obiettivi e chiede risposte innovative.

Una speranza profonda: che la ripresa avvenga su basi nuove, che tragga nutrimento dalle energie positive di tutti, che sia alimentata da una leadership diversa. Diversa dal passato e guidata dalle differenze, di cultura, di età, di genere. DLA Piper e LAW celebrano la Giornata Internazionale della Donna con un webinar per discutere della nuova leadership per il rilancio, una leadership capace di essere partecipata e inclusiva, creativa, motivata, positiva.

Il webinar è l’8 marzo alle ore 17:00. Per partecipare CLICCA QUI.

 

  • Due riflessioni con Poste Italiane: su donne e luoghi comuni e sulla felicità in azienda

Quali sono le espressioni linguistiche e le abitudini mentali che limitano l’effettiva parità fra i generi? Con il video Libertà, uguaglianza, rispetto: vox populi su donne e luoghi comuni, Poste Italiane ha cercato una risposta. Invece con il video due voci femminili in due strutture aziendali diverse confrontano la loro esperienza e il loro rapporto con il lavoro, l’Azienda: Poste Italiane spicca per la percentuale elevata di donne impiegata nelle diverse strutture anche in ruoli apicali e in ambienti occupati  tradizionalmente da una massiccia presenza maschile. La competenza e una forte dose di energia sono alcuni degli ingredienti che risultano fondamentali per “essere donne felici in azienda”, gli altri li scopriamo insieme in questa video intervista ad Annalisa Aloiso direttrice dell’ufficio postale di Pescara 8 e a Dragotto Claudia responsabile della gestione operativa della Macro Area Logistica Sicilia.

 

  • Donne di ispirazione con il Simposio di The Language Grid

Per celebrare la Giornata Internazionale della Donna l’8 marzo, The Language Gride organizza il primo Simposio con il tema “Donne di ispirazione”. Formatori e studenti condivideranno idee su questo tema. Poesia, meditazione, ispirazione e sorellanza.

L’appuntamento è l’8 marzo alle 13:00. Per partecipare ISCRIVITI QUI.

 

  • UBS presenta Women’s Wealth 2030: parità, potere e scopo

Una discussione dal vivo, in collaborazione con The Female Quotient, con l’obiettivo di promuovere la parità di genere sul posto di lavoro. Verrà presentato il nuovo rapporto Women’s Wealth 2030 e le tendenze che guideranno la trasformazione nel prossimo decennio. Parleremo del perché liberare l’imprenditoria femminile è un imperativo economico per gli investitori e per i governi, esplorando le possibilità attraverso gli occhi di economisti, imprenditori, specialisti di investimenti e di gestione patrimoniale  per capire come possiamo tutti contribuire a raddoppiare il numero di imprenditrici entro il 2030.

Il live è l’8 marzo alle ore 10:00 ET. Per partecipare ISCRIVITI QUI.

 

 

 

 

Valore D è la prima associazione di imprese in Italia – oltre 230 ad oggi, per un totale di più di due milioni di dipendenti e un giro d’affari aggregato di oltre 500 miliardi di euro – che da oltre dieci anni si impegna per l’equilibrio di genere e per una cultura inclusiva nelle organizzazioni e nel nostro Paese.

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Donne ai vertici delle aziende, in 10 anni cresciute solo del 3,3%. Gli obiettivi del G20 Empower

Donne ai vertici delle aziende, in dieci anni pochi passi avanti. Troppo pochi. Nei Paesi del G20 sono cresciute solo del 3,3 per cento. La percentuale più alta è stata raggiunta nel 2019, con il 32,4%. La presenza femminile nei consigli di amministrazione delle aziende è avanzata dal 15% del 2016 al 18% del 2019. Ma siamo ancora lontani dall’obiettivo della parità nella leadership, stesso numero di uomini e donne in posizioni manageriali, fissato dall’Onu nell’Agenda 2030. E il gender gap – sopra i 15 anni – è ancora fermo al 26%.

APPROFONDIMENTI

La strada è lunga, non c’è molto tempo. Bisogna accelerare. Promuovere la parità di genere nei ruoli di manager nel settore privato è la sfida dei Paesi del G20. Un traguardo a cui guardano i rappresentanti dei paesi membri del forum delle principali economie del mondo, sotto la Presidenza italiana, che si sono riuniti il . 23 febbrario nella plenaria del G20 Empower: il tavolo che mette a confronto i leader del settore privato e le controparti governative per sostenere e promuovere l’avanzamento femminile nelle posizioni di vertice. La Private Sector Alliance for the Empowerment and Progression of Women’s Economic Representation (Empower) è stata lanciata al vertice del G20 di Osaka, in Giappone. Sotto la presidenza italiana, il G20 Empower è guidato da Paola Mascaro, presidente di Valore D, con il supporto del Dipartimento per le Pari Opportunità.

 

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Paola Mascaro, Chair del G20 EMPOWER: accelerare verso la parità di genere nei ruoli di leadership

Nei Paesi del G20 solo un terzo delle posizioni manageriali sono occupate da donne. Promuovere la partecipazione delle donne e la parità di genere nei ruoli di leadership nel settore privato è una sfida urgente per tutti i Paesi. È su questa base che, sotto la Presidenza Italiana, i rappresentanti dei paesi membri del G20 si sono riuniti il 23 febbraio nella plenaria del G20 EMPOWER, il tavolo che riunisce i leader del settore privato e le controparti governative per sostenere e promuovere l’avanzamento femminile nelle posizioni apicali. A condurre i lavori la Chair Paola Mascaro, Presidente di Valore D.

L’evento online ha riunito oltre 60 rappresentanti dai paesi del G20 che hanno discusso con grande spirito di collaborazione delle misure da adottare per accelerare il processo di empowerment femminile nel mondo. A conclusione dell’incontro, nei ringraziamenti finali, Paola Mascaro ha insistito sull’importanza del team work per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che si è posto il tavolo di lavoro, la sfida sarà trovare un terreno e una risposta comune tra differenti culture e società.

 

 

A che punto siamo con l’empowerment femminile nel mondo?

I dati degli studi condotti dal G20 EMPOWER in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) parlano chiaro: nessuno dei paesi membri del G20 ha ancora raggiunto l’obiettivo della parità di genere in posizioni manageriali fissato dall’ONU nell’Agenda 2030. E i progressi sono molto lenti:

  • dal 2010 la quota media di donne in posizioni manageriali ha oscillato intorno al 31% crescendo solo del 3,3% in dieci anni, sino a raggiungere il valore più alto del 32,4%
  • nel 2019 nei paesi del G20 la percentuale media di donne nei consigli di amministrazione delle aziende è cresciuta dal 15% del 2016 al 18% del 2019
  • nel 2019 il gender gap nella fascia di età 15+ nei paesi del G20 è ancorato al 26%.

 

Le aree strategiche e la rete di “Advocates”

La Presidenza italiana del G20 EMPOWER, condotta da Paola Mascaro col supporto del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e con il sostegno di tutti i suoi Membri, ha avviato il suo piano di lavoro. Per promuovere l’empowerment femminile nelle tre aree strategiche dell’agenda del G20 per il 2021, Persone, Pianeta e Prosperità, il G20 EMPOWER si focalizza sulle seguenti aree di lavoro:

1. KPI e misurazione: fissare obiettivi concreti e misurare i progressi per promuovere la leadership femminile

2. Politiche di assunzione: rimuovere le barriere che limitano l’avanzamento professionale delle donne accelerando su inclusione, diversità ed equità

3. La leadership del futuro: affrontare le lacune nella disponibilità, adozione e attuazione di programmi che promuovono le competenze e le qualifiche necessarie affinché le donne affrontino e guidino le sfide tecnologiche e di sostenibilità del futuro

L’Alleanza ha anche lo scopo di costruire in ogni paese del G20 una rete di “Advocates”, Amministratori Delegati di aziende del settore privato e fondazioni impegnate a promuovere l’avanzamento delle donne che possano supportare il lavoro e gli obiettivi del G20 EMPOWER e condividere tra loro le sfide e le soluzioni identificate tramite questa Alleanza per facilitare il progresso delle donne come leader aziendali.

 

“Nel 2021 entra nel suo secondo anno di attività l’iniziativa EMPOWER, voluta dai Leader del G20 e guidata per l’Italia da Paola Mascaro, Presidente di Valore D, in rappresentanza del settore privato e con l’obiettivo di favorire l’avanzamento delle donne in posizioni di leadership nel mondo delle imprese. Si tratta di un lavoro importante per la Presidenza italiana del G20, sia perché farà leva sull’utilizzo di apposti indicatori chiave, importante per comprendere la realtà delle diseguaglianze e quindi combatterle, e sia per l’approccio volto all’identificazione di quelle condizioni che consentono il sostegno continuo del talento femminile, dalla lotta agli stereotipi alle infrastrutture sociali, educative e di cura, all’armonizzazione dei tempi di vita-lavoro”

dichiara Elena Bonetti, Ministra per le Pari opportunità e la famiglia.

“Sono orgogliosa di presiedere un tavolo così prestigioso in cui confluiscono le expertise di tutti i Paesi G20. Il nostro lavoro è orientato a identificare soluzioni che portino ad un avanzamento delle donne in posizioni di leadership e ci impegneremo affinché le nostre proposte si traducano in azioni concrete per accelerare la transizione verso una maggiore inclusione e valorizzazione dei talenti femminili nel mondo”

commenta Paola Mascaro Presidente Valore D e Chair G20 EMPOWER.

Informazioni su G20 EMPOWER

L’ Alleanza del G20 per l’Empowerment e la Promozione della Rappresentanza delle Donne nell’Economia (G20 EMPOWER) mira ad accelerare la leadership e l’empowerment delle donne nel settore privato grazie alla sua alleanza unica tra leader del privato e rappresentanti dei Governi nei Paesi del G20. Lanciato in occasione del Vertice G20 del 2019 in Giappone, ad oggi comprende 27 membri fra Paesi appartenenti al G20 e Paesi ospiti.L’Alleanza ha anche lo scopo di costruire in ogni paese del G20 una rete di “Advocates”, amministratori delegati di aziende del settore privato e fondazioni impegnate a promuovere l’avanzamento delle donne che possano supportare il lavoro e gli obiettivi del G20 EMPOWER e condividere tra loro le sfide e le soluzioni identificate tramite questa Alleanza per facilitare il progresso delle donne come leader aziendali.

EWoB Gender Diversity Index 2020: la leadership femminile in Europa e in Italia

L’Associazione European Women on Boards (EWoB), di cui Valore D è membro, presenta oggi il Gender Diversity Index 2020 – il primo indice che misura il grado di diversità di genere nelle società quotate del Vecchio Continente. Ad ogni azienda coinvolta è stato assegnato un indice sull’uguaglianza di genere, che permette di comprendere le performance delle singole aziende e dei paesi, misurandone i progressi e rapportandoli all’anno precedente. Che cosa è emerso dall’analisi sul 2020?

 

Gender Diversity Index: lo studio sulla leadership femminile in Europa

L’Indice sull’uguaglianza di genere 2020 evidenzia un progresso lento ma costante della leadership femminile a livello europeo, malgrado sussistano notevoli differenze tra i singoli Paesi. In Norvegia, Francia, Regno Unito, Finlandia e Svezia le aziende sono ormai prossime al raggiungimento dell’equilibrio di genere ai vertici aziendali, a differenza di quanto accade in paesi come Polonia e Repubblica Ceca, tutt’altro che orientati alla leadership femminile. 

Dal Gender Diversity Index emerge che sono appena il 6% le società dell’indice di borsa STOXX Europe 600 con a capo una donna e solamente in 130 (19%) è presente una donna CEO oppure COO.  “Rispetto al 2019, l’avanzamento della leadership femminile si è tradotto concretamente in un aumento delle donne CEO che oggi sono 42, 14 punti in più rispetto all’anno scorso” commenta Päivi Jokinen, Presidente di European Women on Boards. Con un GDI di 0,74 è la Norvegia a vantare le aziende più performanti in termini di uguaglianza di genere.

 

Fonte: EWoB Gender Diversity Index 2020

 

L’uguaglianza appare ancora lontana, ma ci sono segnali di miglioramento

Analizzando i dati relativi al 2020, l’uguaglianza di genere ai vertici aziendali appare ancora lontana: solo il 28% dei ruoli dirigenziali e non dirigenziali nelle 668 aziende analizzate è ricoperto da donne la presenza femminile all’interno dei CdA si limita al 34%. Sul piano esecutivo si registra la situazione peggiore, poiché la leadership femminile è ferma al 17%. Solo 42 aziende esaminate (il 6%) hanno un Amministratore Delegato donna e solamente in 130 (19%) è presente una donna che ricopre almeno una di queste funzioni: CEO, COO o CFO.

Il 2020 è stato anche un anno segnato dall’impatto del Covid sull’occupazione femminile, ma ha contribuito a porre l’accento sulla necessità di maggiore inclusione e uguaglianza di genere in ambito lavorativo: è raddoppiato il numero di aziende con un’elevata rappresentanza femminile nel processo decisionale e sono aumentate considerevolmente le donne che hanno assunto ruoli apicali (rappresentano il 35% di tutte le nuove nomine).

 

L’Italia al 6° posto per indice di Gender Diversity  tra i paesi esaminati

L’Italia  si posiziona nella parte alta della classifica dei paesi analizzati registrando un indice Gender Diversity di 0,60 – leggermente superiore alla media europea – e classificandosi in sesta posizione, davanti a Olanda, Belgio e Irlanda.

I dati raccolti indicano infatti che l’Italia ha una buona presenza di donne nei Consigli di Amministrazione anche a seguito di un impianto legislativo favorevole. Il paese ha la seconda percentuale più alta di donne a capo di Consigli di Amministratori/Consigli di Sorveglianza (22%) e registra la percentuale più alta di donne nei comitati di gestione e di controllo (45%). 

Allo stesso tempo si evidenzia che la leadership femminile fuori dai Consigli di Amministrazione è ancora lontana dall’essere bilanciata, infatti la percentuale di donne nei livelli esecutivi è solo del 17%  contro il 33% della Norvegia e il 25% degli UK.

In Italia solo il 4% delle donne sono CEO, contro il 21% della Norvegia o il 15% dell’Irlanda.

 

Fonte: EWoB Gender Diversity Index 2020

 

“È grazie alla legge Golfo-Mosca se oggi in Italia abbiamo migliorato la rappresentanza femminile nei Consigli di Amministrazione, ma il percorso è lungo. Ancora troppo esiguo il numero di donne ai vertici delle aziende nei livelli executive e CEO”, commenta Paola Mascaro, Presidente di Valore D. “Oggi più che mai è indispensabile promuovere lo sviluppo della leadership inclusiva creando una pipeline di talenti femminili. È un tema centrale per la progressione della nostra società, una leva indispensabile per la ripartenza, che non è pensabile affrontare lasciando indietro una parte del paese”, conclude Mascaro.

 

QUI puoi leggere il comunicato stampa

 

Per consultare il Gender Diversity Index di EWoB nel dettaglio 

 

Le news più lette del 2020

Eccoci agli ultimi giorni dell’anno. Passate le festività natalizie, l’anno volge al termine: è il momento tirare le somme, tempo di bilanci che aiutano a impostare il futuro. Come sarà il nostro 2021?

Intanto soffermiamoci a riflettere sui temi più seguiti e sulle storie che i nostri lettori hanno apprezzato di più, ricondiviso e che hanno saputo ispirare. Sapreste indovinare quali sono?

 

Di seguito le 5 news di Valore D più lette nel 2020:

 

Big data e intelligenza artificiale saranno sempre più protagonisti del nostro futuro. Ma occorre chiedersi quale cultura produrremo se l’intelligenza artificiale sarà pensata esclusivamente dal mondo maschile. E occorre già oggi intervenire per non acuire il divario di genere. Secondo BCG, la scarsa presenza di data scientist donna rappresenta un rischio per la competitività e la crescita sostenibile delle economie.

 

McKinsey evidenzia come le dinamiche non inclusive nei team rischiano di essere amplificate in un contesto di lavoro da remoto, sempre più diffuso. I leader dovranno ricorrere all’empatia e agire per aiutare i propri team a costruire nuove abitudini, a rafforzare i legami e a incoraggiare la crescita di una cultura inclusiva che realizza al meglio il potenziale di tutti i dipendenti. Ecco 7 azioni che i manager possono adottare subito per promuovere l’inclusione nel lavoro a distanza.

 

Promuovere la diversità anche nei Consigli di Amministrazione, come fattore di innovazione e di crescita per le aziende: il 7 settembre abbiamo lanciato la nona classe di InTheBoardroom 4.0, riprogrammando l’inizio del percorso a causa del Covid-19. Tra 592 candidature raccolte nel 2019 sono state selezionate 44 donne leader, pronte alle nuove sfide della governance societaria.

 

I temi legati all’occupazione femminile sono sempre più attuali. Valore D, grazie alla collaborazione dell’associato Sky, è tornata a parlare del Manifesto per l’Occupazione femminile  e di quello che Istituzioni e Aziende possono fare per il gender gap realizzando una trasmissione su Sky TG24 con le testimonianze di Nunzia Catalfo, Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Paola Mascaro, Presidente di Valore D, Maximo Ibarra, Amministratore Delegato di Sky Italia, Alessandra Perrazzelli, Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia, Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane e Veronica De Romanis, Docente European Economics di Luiss. La conduzione è stata affidata a Sarah Varetto, EVP Communications, Inclusion & Bigger Picture di Sky Italia. Rivedi il programma!

 

Uno “smart working” che, per le donne, è poco “smart”. È quanto emerge dalla ricerca #iolavorodacasa condotta da Valore D con l’obiettivo di analizzare il mondo del lavoro in Italia in questo periodo di grande criticità. L’indagine condotta su un panel di oltre 1300 lavoratori, dipendenti e non, di multinazionali e PMI, conferma che, per dare continuità al proprio business tutelando la salute dei dipendenti, in questo periodo le aziende sono ricorse ad un uso massiccio dello smart working.

 

Buona lettura!

Al via i lavori del tavolo “G20 Empower” presieduto da Paola Mascaro, Presidente di Valore D

Sono ufficialmente partiti i lavori del tavolo “G20 EMPOWER”, l’alleanza del settore privato dei Paesi del G20, presieduto da Paola Mascaro, Presidente Valore D. Lanciata nel 2019 in occasione della Presidenza giapponese del G20 e avviata dalla Presidenza Saudita, “G20 EMPOWER” è un’iniziativa finalizzata alla promozione dell’empowerment femminile, in particolare nelle posizioni di leadership nel settore privato. 

L’incontro a porte chiuse, a cui hanno preso parte i Paesi Co-Chair (Canada, Giappone, Indonesia e Arabia Saudita), ha consentito di stilare i temi prioritari sui cui porre l’attenzione nel corso dei lavori che si svolgeranno nel 2021, durante la Presidenza Italiana del G20. 

 

“L’empowerment femminile e la parità di genere saranno al centro della presidenza italiana del G20”, ha spiegato la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. “Abbiamo davanti a noi una sfida molto chiara: liberare il potenziale ancora di fatto inespresso delle donne e dalle donne far ripartire anche il mondo del lavoro. Ringrazio Paola Mascaro e quanti con il gruppo “G20 EMPOWER” sono impegnati in questo cammino di inclusione e di promozione dei talenti e della leadership femminili. Si tratta di unire le energie perché il futuro delle nostre comunità sia disegnato con uno sguardo compiuto, quello delle donne e degli uomini insieme.” 

 

La Presidente di Valore D, Paola Mascaro, Chair del tavolo di lavoro G20 Empower
La Presidente di Valore D, Paola Mascaro, Chair del tavolo di lavoro G20 Empower

 

“Attraverso il lavoro con questo gruppo auspico che i Paesi G20 si impegnino in maniera concreta a promuovere la leadership delle donne nel mercato del lavoro”, ha dichiarato al termine del meeting la Chair Paola Mascaro. “Le discussioni che porteremo avanti nel corso del 2021 saranno tutte orientate a identificare, insieme agli altri rappresentanti del mondo privato dei Paesi del G20, soluzioni e policy che accelerino la transizione verso una maggiore inclusione e valorizzazione dei talenti e delle diversità in posizioni di leadership, anche alla luce di best practice aziendali già in essere in alcuni Paesi.” 

“Desidero – aggiunge Mascaro – rinnovare i miei ringraziamenti alla Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, per l’incarico che mi è stato affidato e che svolgerò con grande impegno.” 

“Il gruppo G20 EMPOWER ci pone davanti ad una grande opportunità, distintiva verso altri gruppi di lavoro G20: fare leva sulle migliori pratiche nel settore privato per progettare e mettere in atto, attraverso un approccio pragmatico e bottom up, politiche in grado di sviluppare ecosistemi aziendali e organizzativi volti a promuovere l’empowerment femminile” conclude Mascaro. 

 

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Le donne a capo di grandi aziende sono tante quante i Ceo di nome “Carlo”

 

Quando in Italia si dirige un’impresa quotata chiamarsi Carlo ha una certa importanza. Tra le 100 aziende a più alta capitalizzazione a Piazza Affari, gli amministratori delegati con il nome di battesimo Carlo sono lo stesso numero dei Ceo donna. Sono 7, proprio come gli amministratori donna. C’è addirittura chi batte questo numero, ed è chi tra i grandi manager si chiama Alessandro.

Questo è il risultato, sconfortante, di un’elaborazione di Sky TG24 sulla base dei dati aziendali che verrà presentata in occasione del programma in onda venerdì 23 ottobre alle 21:00 “L’importanza di chiamarsi Carlo”, prodotto in collaborazione con Valore D. A risultati simili sono giunte ricerche sulle aziende quotate in Australia (dove i manager che si chiamano Peter battono le donne) e negli Stati Uniti (lì il nome è John).

Che le donne siano sottorappresentate nei ruoli apicali, sia nel mercato del lavoro che in politica, non è una sorpresa. Ma che ci siano lo stesso numero di manager chiamati Carlo e Ad donna fa un certo effetto. Addirittura se restringiamo il campo alle prime 50 aziende di Piazza Affari, le donne rimangono solo due. Appena il 4 per cento.

Eppure negli ultimi anni il divario di genere tra chi guida le più grandi aziende del paese si è riequilibrato, almeno in parte. Grazie alla legge “Golfo-Mosca”, che dal 2011 impone alle imprese quotate di riservare al genere meno rappresentato almeno un terzo dei posti negli organi di governo, le cose sono migliorate negli ultimi anni.

 

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Pari opportunità, il traguardo è lontano

L’associazione Valore D: urgente incentivare l’inclusione femminile In Italia, tra le prime 100 società quotate, il numero degli ad di nome “Carlo” è pari al numero delle ad donne

In Italia, tra le prime 100 società quotate, il numero degli amministratori delegati di nome “Carlo” è pari al numero di tutte le amministratrici Delegate donne. Da questo dato è partita l’idea di intitolare “L’importanza di chiamarsi Carlo” la trasmissione moderata da Sarah Varetto in onda ieri sera su Sky, nel corso della quale si è svolto un dibattito sul gender gap, legato anche al Manifesto per l’occupazione femminile di Valore D, cui hanno partecipato la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, Maximo Ibarra, ad di Sky Italia, Alessandra Perrazzelli, vice dg della Banca d’Italia, Matteo Del Fante, ad di Poste, Veronica De Romanis, docente di economia alla Luiss e Paola Mascaro, presidente di Valore D.

Secondo Valore D, la prima associazione di imprese in Italia per l’equilibrio di genere e per una cultura inclusiva, bisogna agire subito per invertire la rotta e incentivare l’inclusione femminile, attraverso azioni concrete e un patto tra le imprese e le istituzioni. Il tasso di occupazione femminile in Italia si attesta al 48,9% – percentuale definita dallo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «impresentabile» – e l’acuirsi della crisi economica rischia di aggravare ulteriormente la situazione creando un alibi per lasciare invariato il gender gap.