Quote genere nei Cda Golfo-Mosca

Consob: crescono le donne nei CdA, ma le Amministratrici Delegate sono appena il 2%

La gender diversity nella composizione degli organi di amministrazione e controllo delle società quotate raggiunge a fine 2020 il massimo storico, riflettendo anche l’applicazione della Legge Golfo-Mosca, che ha consentito all’Italia di fare passi da gigante verso la chiusura di un divario in pochi anni anziché in svariati decenni. Non solo, i board italiani sono divenuti negli anni più giovani, con più elevati livelli medi di istruzione e varietà di background professionale. È quanto emerge dalla presentazione del IX Rapporto sulla corporate governance delle società quotate italiane, un flagship-report della Consob che permette di monitorare nel tempo l’andamento delle variabili del governo societario delle imprese quotate. Si tratta perciò di un vero e proprio termometro del funzionamento della corporate governance in Italia.

 

Mai così tante le donne nei CdA, ma le Amministratrici Delegate sono appena il 2%

La fotografia, vista in comparazione con quelle degli ultimi anni, delinea dati interessanti sulla diversity nei rinnovi dei Consigli di Amministrazione. Alla fine del 2020 la presenza femminile negli organi sociali degli emittenti quotati italiani raggiunge quasi il 39% degli incarichi di amministrazione e di controllo: le 76 società che hanno rinnovato la composizione dell’organo amministrativo nel 2020 mostrano una presenza media di quattro donne, pari al 42,8% del board. La presenza femminile rimane in ogni caso solo “marginalmente inferiore” nelle altre società, non solo in quelle che hanno effettuato l’ultimo rinnovo in applicazione della legge Golfo-Mosca, ma anche in quelle che in tale occasione non erano tenute ad applicare alcun criterio di riparto di genere (26 imprese). L’ingresso massiccio delle donne nei CdA è un dato positivo due volte, perché – come scrive Antonella Mariani sull’Avvenire – manda un segnale culturale al Paese e offre prospettive migliori alla ripresa economica, perché è accertato dalla stessa Consob che la maggiore differenziazione grazie alle nuove arrivate con età media più bassa e titoli di studio più alti ha garantito negli ultimi anni migliori performance economiche alle società.

 

Non tarda però ad arrivare una nota dolente: a fronte di un aumento della presenza delle donne nei board, le Amministratrici Delegate sono appena il 2% (accade in 15 società). Erano poco più del 3% del totale nel 2013, un dato che è addirittura lievemente peggiorato. Risulta invece in leggero aumento per le donne il ruolo di Presidente, comunque sotto il 4% del totale. L’obiettivo della parità di genere nelle figure apicali, insomma, non sembra ancora acquisito. Una ricerca sulla leadership femminile in Europa, realizzata dall’Associazione European Women on Board e di cui Valore D fa parte, mostra che il nostro Paese si distingue positivamente per il numero di donne nei CdA grazie all’impianto legislativo favorevole, ma negativamente per la leadership femminile nelle posizioni direttive apicali: il 17% contro il 33% della Norvegia e il 25% del Regno Unito. E sono proprio i ruoli che in azienda possono imprimere un cambiamento sostanziale a vantaggio di tutte le altre e di una società più inclusiva.

Per saperne di più leggi anche EWoB Gender Diversity Index 2020: la leadership femminile in Europa e in Italia

 

La distorsione dell’interlocking

Un’altra distorsione, più tecnica ma pur sempre preoccupante, è il fenomeno noto come interlocking: tradotto significa che le donne sono più frequentemente degli uomini titolari di più di un incarico di amministrazione: un caso su tre, secondo il rapporto della Consob. Si tratta di un dato negativo perché riduce il numero assoluto delle donne che fanno esperienza di ruolo di leadership e dimostra una minore predisposizione nell’esaminare nuovi profili. Emerge dal rapporto Consob che, dopo una sensibile crescita iniziale, l’interlocking femminile si è stabilizzato nell’ultimo triennio. È importante sottolineare come questa stabilizzazione del dato non sia venuta meno nel 2020, quando già un terzo delle società quotate si è trovata ad applicare la nuova quota di genere del 40%. Sono elementi che lasciano sperare per trend strutturale di diminuzione dell’interlocking e perciò di maggiore apertura nei tempi a venire.

 

Un dato positivo per futuro che mostra il Rapporto della Consob è che, dall’analisi dei curricula degli amministratori, già oggi le donne rappresentano il 20% dei consiglieri in possesso di una laurea in materie scientifiche e tecnologiche. In prospettiva, la domanda continuerà a crescere con l’applicazione della nuova e più alta quota di genere. Sarà allora fondamentale neutralizzare le distorsioni di genere che vedono tuttora nel mondo una sotto-rappresentazione delle donne nello studio avanzato in discipline STEM (science, technology, engineering, mathematics) e minor occupazione e retribuzione pur a fronte di rendimenti scolastici migliori in queste materie rispetto agli uomini.

 

Valore D, che da oltre dieci anni si impegna per l’equilibrio di genere e per una cultura inclusiva nelle aziende e nel Paese, sottolinea che a livello qualitativo permane un disequilibrio nella retribuzione e nella tipologia di incarichi per le donne nei board. Ma anche a livello quantitativo la loro presenza deve essere consolidata. Crediamo che per dare vita a un effettivo cambiamento in tale direzione occorra tempo. Fino a quando il mutamento non sarà consolidato, duraturo e intrinseco, le previsioni normative avranno il compito di favorire e accompagnare la formazione di una nuova cultura, per una maggiore, ma soprattutto migliore, inclusività.

 

Per saperne di più leggi anche EWoB Gender Diversity Index 2020: la leadership femminile in Europa e in Italia

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Donne ai vertici delle aziende, in 10 anni cresciute solo del 3,3%. Gli obiettivi del G20 Empower

Donne ai vertici delle aziende, in dieci anni pochi passi avanti. Troppo pochi. Nei Paesi del G20 sono cresciute solo del 3,3 per cento. La percentuale più alta è stata raggiunta nel 2019, con il 32,4%. La presenza femminile nei consigli di amministrazione delle aziende è avanzata dal 15% del 2016 al 18% del 2019. Ma siamo ancora lontani dall’obiettivo della parità nella leadership, stesso numero di uomini e donne in posizioni manageriali, fissato dall’Onu nell’Agenda 2030. E il gender gap – sopra i 15 anni – è ancora fermo al 26%.

APPROFONDIMENTI

La strada è lunga, non c’è molto tempo. Bisogna accelerare. Promuovere la parità di genere nei ruoli di manager nel settore privato è la sfida dei Paesi del G20. Un traguardo a cui guardano i rappresentanti dei paesi membri del forum delle principali economie del mondo, sotto la Presidenza italiana, che si sono riuniti il . 23 febbrario nella plenaria del G20 Empower: il tavolo che mette a confronto i leader del settore privato e le controparti governative per sostenere e promuovere l’avanzamento femminile nelle posizioni di vertice. La Private Sector Alliance for the Empowerment and Progression of Women’s Economic Representation (Empower) è stata lanciata al vertice del G20 di Osaka, in Giappone. Sotto la presidenza italiana, il G20 Empower è guidato da Paola Mascaro, presidente di Valore D, con il supporto del Dipartimento per le Pari Opportunità.

 

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Paola Mascaro, Chair del G20 EMPOWER: accelerare verso la parità di genere nei ruoli di leadership

Nei Paesi del G20 solo un terzo delle posizioni manageriali sono occupate da donne. Promuovere la partecipazione delle donne e la parità di genere nei ruoli di leadership nel settore privato è una sfida urgente per tutti i Paesi. È su questa base che, sotto la Presidenza Italiana, i rappresentanti dei paesi membri del G20 si sono riuniti il 23 febbraio nella plenaria del G20 EMPOWER, il tavolo che riunisce i leader del settore privato e le controparti governative per sostenere e promuovere l’avanzamento femminile nelle posizioni apicali. A condurre i lavori la Chair Paola Mascaro, Presidente di Valore D.

L’evento online ha riunito oltre 60 rappresentanti dai paesi del G20 che hanno discusso con grande spirito di collaborazione delle misure da adottare per accelerare il processo di empowerment femminile nel mondo. A conclusione dell’incontro, nei ringraziamenti finali, Paola Mascaro ha insistito sull’importanza del team work per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che si è posto il tavolo di lavoro, la sfida sarà trovare un terreno e una risposta comune tra differenti culture e società.

 

 

A che punto siamo con l’empowerment femminile nel mondo?

I dati degli studi condotti dal G20 EMPOWER in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) parlano chiaro: nessuno dei paesi membri del G20 ha ancora raggiunto l’obiettivo della parità di genere in posizioni manageriali fissato dall’ONU nell’Agenda 2030. E i progressi sono molto lenti:

  • dal 2010 la quota media di donne in posizioni manageriali ha oscillato intorno al 31% crescendo solo del 3,3% in dieci anni, sino a raggiungere il valore più alto del 32,4%
  • nel 2019 nei paesi del G20 la percentuale media di donne nei consigli di amministrazione delle aziende è cresciuta dal 15% del 2016 al 18% del 2019
  • nel 2019 il gender gap nella fascia di età 15+ nei paesi del G20 è ancorato al 26%.

 

Le aree strategiche e la rete di “Advocates”

La Presidenza italiana del G20 EMPOWER, condotta da Paola Mascaro col supporto del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e con il sostegno di tutti i suoi Membri, ha avviato il suo piano di lavoro. Per promuovere l’empowerment femminile nelle tre aree strategiche dell’agenda del G20 per il 2021, Persone, Pianeta e Prosperità, il G20 EMPOWER si focalizza sulle seguenti aree di lavoro:

1. KPI e misurazione: fissare obiettivi concreti e misurare i progressi per promuovere la leadership femminile

2. Politiche di assunzione: rimuovere le barriere che limitano l’avanzamento professionale delle donne accelerando su inclusione, diversità ed equità

3. La leadership del futuro: affrontare le lacune nella disponibilità, adozione e attuazione di programmi che promuovono le competenze e le qualifiche necessarie affinché le donne affrontino e guidino le sfide tecnologiche e di sostenibilità del futuro

L’Alleanza ha anche lo scopo di costruire in ogni paese del G20 una rete di “Advocates”, Amministratori Delegati di aziende del settore privato e fondazioni impegnate a promuovere l’avanzamento delle donne che possano supportare il lavoro e gli obiettivi del G20 EMPOWER e condividere tra loro le sfide e le soluzioni identificate tramite questa Alleanza per facilitare il progresso delle donne come leader aziendali.

 

“Nel 2021 entra nel suo secondo anno di attività l’iniziativa EMPOWER, voluta dai Leader del G20 e guidata per l’Italia da Paola Mascaro, Presidente di Valore D, in rappresentanza del settore privato e con l’obiettivo di favorire l’avanzamento delle donne in posizioni di leadership nel mondo delle imprese. Si tratta di un lavoro importante per la Presidenza italiana del G20, sia perché farà leva sull’utilizzo di apposti indicatori chiave, importante per comprendere la realtà delle diseguaglianze e quindi combatterle, e sia per l’approccio volto all’identificazione di quelle condizioni che consentono il sostegno continuo del talento femminile, dalla lotta agli stereotipi alle infrastrutture sociali, educative e di cura, all’armonizzazione dei tempi di vita-lavoro”

dichiara Elena Bonetti, Ministra per le Pari opportunità e la famiglia.

“Sono orgogliosa di presiedere un tavolo così prestigioso in cui confluiscono le expertise di tutti i Paesi G20. Il nostro lavoro è orientato a identificare soluzioni che portino ad un avanzamento delle donne in posizioni di leadership e ci impegneremo affinché le nostre proposte si traducano in azioni concrete per accelerare la transizione verso una maggiore inclusione e valorizzazione dei talenti femminili nel mondo”

commenta Paola Mascaro Presidente Valore D e Chair G20 EMPOWER.

Informazioni su G20 EMPOWER

L’ Alleanza del G20 per l’Empowerment e la Promozione della Rappresentanza delle Donne nell’Economia (G20 EMPOWER) mira ad accelerare la leadership e l’empowerment delle donne nel settore privato grazie alla sua alleanza unica tra leader del privato e rappresentanti dei Governi nei Paesi del G20. Lanciato in occasione del Vertice G20 del 2019 in Giappone, ad oggi comprende 27 membri fra Paesi appartenenti al G20 e Paesi ospiti.L’Alleanza ha anche lo scopo di costruire in ogni paese del G20 una rete di “Advocates”, amministratori delegati di aziende del settore privato e fondazioni impegnate a promuovere l’avanzamento delle donne che possano supportare il lavoro e gli obiettivi del G20 EMPOWER e condividere tra loro le sfide e le soluzioni identificate tramite questa Alleanza per facilitare il progresso delle donne come leader aziendali.

Società quotate, l’Italia al 6° posto in Europa per gender diversity

Sono appena il 6% le società dell’indice di borsa STOXX Europe 600 con a capo una donna e solamente in 130 (19%) è presente una donna che ricopre la funzione di amministratore delegato oppure di chief operating officer. Sono numeri che non stupiscono (purtroppo) quelli che emergono dallo studio europeo presentato da EWOB, l’associazione European Women on Boards di cui Valore D è membro, che ogni anno analizza la rappresentanza di genere nei consigli di amministrazione e nei vertici aziendali delle più grandi realtà europee.

EWoB Gender Diversity Index 2020: la leadership femminile in Europa e in Italia

L’Associazione European Women on Boards (EWoB), di cui Valore D è membro, presenta oggi il Gender Diversity Index 2020 – il primo indice che misura il grado di diversità di genere nelle società quotate del Vecchio Continente. Ad ogni azienda coinvolta è stato assegnato un indice sull’uguaglianza di genere, che permette di comprendere le performance delle singole aziende e dei paesi, misurandone i progressi e rapportandoli all’anno precedente. Che cosa è emerso dall’analisi sul 2020?

 

Gender Diversity Index: lo studio sulla leadership femminile in Europa

L’Indice sull’uguaglianza di genere 2020 evidenzia un progresso lento ma costante della leadership femminile a livello europeo, malgrado sussistano notevoli differenze tra i singoli Paesi. In Norvegia, Francia, Regno Unito, Finlandia e Svezia le aziende sono ormai prossime al raggiungimento dell’equilibrio di genere ai vertici aziendali, a differenza di quanto accade in paesi come Polonia e Repubblica Ceca, tutt’altro che orientati alla leadership femminile. 

Dal Gender Diversity Index emerge che sono appena il 6% le società dell’indice di borsa STOXX Europe 600 con a capo una donna e solamente in 130 (19%) è presente una donna CEO oppure COO.  “Rispetto al 2019, l’avanzamento della leadership femminile si è tradotto concretamente in un aumento delle donne CEO che oggi sono 42, 14 punti in più rispetto all’anno scorso” commenta Päivi Jokinen, Presidente di European Women on Boards. Con un GDI di 0,74 è la Norvegia a vantare le aziende più performanti in termini di uguaglianza di genere.

 

Fonte: EWoB Gender Diversity Index 2020

 

L’uguaglianza appare ancora lontana, ma ci sono segnali di miglioramento

Analizzando i dati relativi al 2020, l’uguaglianza di genere ai vertici aziendali appare ancora lontana: solo il 28% dei ruoli dirigenziali e non dirigenziali nelle 668 aziende analizzate è ricoperto da donne la presenza femminile all’interno dei CdA si limita al 34%. Sul piano esecutivo si registra la situazione peggiore, poiché la leadership femminile è ferma al 17%. Solo 42 aziende esaminate (il 6%) hanno un Amministratore Delegato donna e solamente in 130 (19%) è presente una donna che ricopre almeno una di queste funzioni: CEO, COO o CFO.

Il 2020 è stato anche un anno segnato dall’impatto del Covid sull’occupazione femminile, ma ha contribuito a porre l’accento sulla necessità di maggiore inclusione e uguaglianza di genere in ambito lavorativo: è raddoppiato il numero di aziende con un’elevata rappresentanza femminile nel processo decisionale e sono aumentate considerevolmente le donne che hanno assunto ruoli apicali (rappresentano il 35% di tutte le nuove nomine).

 

L’Italia al 6° posto per indice di Gender Diversity  tra i paesi esaminati

L’Italia  si posiziona nella parte alta della classifica dei paesi analizzati registrando un indice Gender Diversity di 0,60 – leggermente superiore alla media europea – e classificandosi in sesta posizione, davanti a Olanda, Belgio e Irlanda.

I dati raccolti indicano infatti che l’Italia ha una buona presenza di donne nei Consigli di Amministrazione anche a seguito di un impianto legislativo favorevole. Il paese ha la seconda percentuale più alta di donne a capo di Consigli di Amministratori/Consigli di Sorveglianza (22%) e registra la percentuale più alta di donne nei comitati di gestione e di controllo (45%). 

Allo stesso tempo si evidenzia che la leadership femminile fuori dai Consigli di Amministrazione è ancora lontana dall’essere bilanciata, infatti la percentuale di donne nei livelli esecutivi è solo del 17%  contro il 33% della Norvegia e il 25% degli UK.

In Italia solo il 4% delle donne sono CEO, contro il 21% della Norvegia o il 15% dell’Irlanda.

 

Fonte: EWoB Gender Diversity Index 2020

 

“È grazie alla legge Golfo-Mosca se oggi in Italia abbiamo migliorato la rappresentanza femminile nei Consigli di Amministrazione, ma il percorso è lungo. Ancora troppo esiguo il numero di donne ai vertici delle aziende nei livelli executive e CEO”, commenta Paola Mascaro, Presidente di Valore D. “Oggi più che mai è indispensabile promuovere lo sviluppo della leadership inclusiva creando una pipeline di talenti femminili. È un tema centrale per la progressione della nostra società, una leva indispensabile per la ripartenza, che non è pensabile affrontare lasciando indietro una parte del paese”, conclude Mascaro.

 

QUI puoi leggere il comunicato stampa

 

Per consultare il Gender Diversity Index di EWoB nel dettaglio 

 

Sport e leadership femminile: come vincere sul campo aiuta a farsi strada fino ai vertici aziendali

EY ha evidenziato che la pratica sportiva – e l’apprendimento di comportamenti chiave da parte di coloro che praticano sport ai più alti livelli – può essere d’aiuto per la leadership femminile. Una ricerca condotta negli ultimi tre anni nell’ambito del Women Athletes Business Network di EY mostra il ruolo che lo sport gioca in ogni fase della vita delle donne professioniste – dalle ragazze alle dirigenti in ascesa fino ai dirigenti di C-suite. Con le loro capacità di risolvere i problemi e le loro esperienze di team building, le donne che hanno praticato lo sport sono in una posizione unica per essere leader nel mondo aziendale

 

 

Quando entrano nella sala del Consiglio di Amministrazione, le atlete hanno un vantaggio unico nel proprio genere, grazie alla competizione, alla determinazione e a una forte etica del lavoro. La partecipazione allo sport aiuta le ragazze a crescere più sicure di sé, aiuta le giovani leader femminili ad affermarsi e aiuta le leader delle C-suite ad avere successo. Le donne che praticano sport ad alto livello sviluppano come atlete delle caratteristiche – fiducia in sé stesse, determinazione, passione, capacità di leadership e resilienza – fondamentali per crescere in un ambiente aziendale. Imparano a comunicare efficacemente come parte di una squadra e a motivare gli altri a superare i propri limiti.

 

La sfida sportiva e la sfida di fare carriera

Una survey globale EY e espnW2 condotta tra i dirigenti di alto livello femminile ha rilevato che il 94% delle donne nella C-suite ha praticato uno sport, di cui il 52% a livello universitario. E tre quarti (74%) ha affermato che un background sportivo può aiutare ad accelerare la carriera di una donna.

Inoltre, il successo delle donne nello sport ha un impatto sociale positivo, ribaltando i pregiudizi di genere e dando l’esempio alle giovani generazioni. “Lo sport è un linguaggio universale”, spiega Laura Gentile, Senior Vice President di espnW, che ha giocato anche a livello universitario a hockey su prato. “E più si vedono le donne giocare e competere e avere successo, più cambia la conversazione sul tema”.
Quali sono gli atteggiamenti e i comportamenti trasferibili che lo sport agonistico insegna? E, più in generale, cosa possono imparare le donne dal campo di gioco che possa condurle alla sedia da CEO?

 

Le cinque doti vincenti

– Fiducia – nelle loro capacità, anche durante i periodi di difficoltà
– Visione Un’attenzione costante alle sfide che ci attendono
– Passione – la determinazione ad avere successo in tutto ciò che fanno
– Leadership – la capacità di guidare e ispirare un team di individui simili
– Resilienza – la capacità di prendere il fallimento come “feedback” che li renderà solo più forti

 

Un rapporto delle Nazioni Unite sottolinea che “la partecipazione delle donne e delle ragazze allo sport sfida gli stereotipi di genere e la discriminazione, e può quindi essere un veicolo per promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne e delle ragazze”. In particolare, le donne nella leadership sportiva possono plasmare gli atteggiamenti nei confronti delle capacità delle donne come leader e responsabili delle decisioni, soprattutto nei settori tradizionalmente maschili”.

 

La nostra speranza è che, raccontando le storie di donne in carriera e atlete di successo e le loro doti non comuni, possiamo ispirare più donne andare lontano o a costruire grandi aziende. A loro volta queste donne potranno essere modelli di ruolo per quelle giovani donne – sia negli spogliatoi che nelle aule – che si chiedono se un giorno potranno dirigere l’azienda.

“Lo sport è una potente piattaforma per promuovere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di donne e ragazze”, ha detto. “Una delle missioni chiave del CIO è, infatti, quella di incoraggiare e sostenere la promozione delle donne nello sport a tutti i livelli sulla base del principio della parità di genere”. Le atlete e le atlete olimpioniche possono fungere da modello di riferimento per le giovani ragazze di tutto il mondo”.

 

https://www.ey.com/en_pl/women-fast-forward/how-can-winning-on-the-playing-field-prepare-you-for-success-in-the-boardroom

https://www.ey.com/en_gl/athlete-programs/why-female-athletes-should-be-your-next-leader

 

Le news più lette del 2020

Eccoci agli ultimi giorni dell’anno. Passate le festività natalizie, l’anno volge al termine: è il momento tirare le somme, tempo di bilanci che aiutano a impostare il futuro. Come sarà il nostro 2021?

Intanto soffermiamoci a riflettere sui temi più seguiti e sulle storie che i nostri lettori hanno apprezzato di più, ricondiviso e che hanno saputo ispirare. Sapreste indovinare quali sono?

 

Di seguito le 5 news di Valore D più lette nel 2020:

 

Big data e intelligenza artificiale saranno sempre più protagonisti del nostro futuro. Ma occorre chiedersi quale cultura produrremo se l’intelligenza artificiale sarà pensata esclusivamente dal mondo maschile. E occorre già oggi intervenire per non acuire il divario di genere. Secondo BCG, la scarsa presenza di data scientist donna rappresenta un rischio per la competitività e la crescita sostenibile delle economie.

 

McKinsey evidenzia come le dinamiche non inclusive nei team rischiano di essere amplificate in un contesto di lavoro da remoto, sempre più diffuso. I leader dovranno ricorrere all’empatia e agire per aiutare i propri team a costruire nuove abitudini, a rafforzare i legami e a incoraggiare la crescita di una cultura inclusiva che realizza al meglio il potenziale di tutti i dipendenti. Ecco 7 azioni che i manager possono adottare subito per promuovere l’inclusione nel lavoro a distanza.

 

Promuovere la diversità anche nei Consigli di Amministrazione, come fattore di innovazione e di crescita per le aziende: il 7 settembre abbiamo lanciato la nona classe di InTheBoardroom 4.0, riprogrammando l’inizio del percorso a causa del Covid-19. Tra 592 candidature raccolte nel 2019 sono state selezionate 44 donne leader, pronte alle nuove sfide della governance societaria.

 

I temi legati all’occupazione femminile sono sempre più attuali. Valore D, grazie alla collaborazione dell’associato Sky, è tornata a parlare del Manifesto per l’Occupazione femminile  e di quello che Istituzioni e Aziende possono fare per il gender gap realizzando una trasmissione su Sky TG24 con le testimonianze di Nunzia Catalfo, Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Paola Mascaro, Presidente di Valore D, Maximo Ibarra, Amministratore Delegato di Sky Italia, Alessandra Perrazzelli, Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia, Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane e Veronica De Romanis, Docente European Economics di Luiss. La conduzione è stata affidata a Sarah Varetto, EVP Communications, Inclusion & Bigger Picture di Sky Italia. Rivedi il programma!

 

Uno “smart working” che, per le donne, è poco “smart”. È quanto emerge dalla ricerca #iolavorodacasa condotta da Valore D con l’obiettivo di analizzare il mondo del lavoro in Italia in questo periodo di grande criticità. L’indagine condotta su un panel di oltre 1300 lavoratori, dipendenti e non, di multinazionali e PMI, conferma che, per dare continuità al proprio business tutelando la salute dei dipendenti, in questo periodo le aziende sono ricorse ad un uso massiccio dello smart working.

 

Buona lettura!

Al via i lavori del tavolo “G20 Empower” presieduto da Paola Mascaro, Presidente di Valore D

Sono ufficialmente partiti i lavori del tavolo “G20 EMPOWER”, l’alleanza del settore privato dei Paesi del G20, presieduto da Paola Mascaro, Presidente Valore D. Lanciata nel 2019 in occasione della Presidenza giapponese del G20 e avviata dalla Presidenza Saudita, “G20 EMPOWER” è un’iniziativa finalizzata alla promozione dell’empowerment femminile, in particolare nelle posizioni di leadership nel settore privato. 

L’incontro a porte chiuse, a cui hanno preso parte i Paesi Co-Chair (Canada, Giappone, Indonesia e Arabia Saudita), ha consentito di stilare i temi prioritari sui cui porre l’attenzione nel corso dei lavori che si svolgeranno nel 2021, durante la Presidenza Italiana del G20. 

 

“L’empowerment femminile e la parità di genere saranno al centro della presidenza italiana del G20”, ha spiegato la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. “Abbiamo davanti a noi una sfida molto chiara: liberare il potenziale ancora di fatto inespresso delle donne e dalle donne far ripartire anche il mondo del lavoro. Ringrazio Paola Mascaro e quanti con il gruppo “G20 EMPOWER” sono impegnati in questo cammino di inclusione e di promozione dei talenti e della leadership femminili. Si tratta di unire le energie perché il futuro delle nostre comunità sia disegnato con uno sguardo compiuto, quello delle donne e degli uomini insieme.” 

 

La Presidente di Valore D, Paola Mascaro, Chair del tavolo di lavoro G20 Empower
La Presidente di Valore D, Paola Mascaro, Chair del tavolo di lavoro G20 Empower

 

“Attraverso il lavoro con questo gruppo auspico che i Paesi G20 si impegnino in maniera concreta a promuovere la leadership delle donne nel mercato del lavoro”, ha dichiarato al termine del meeting la Chair Paola Mascaro. “Le discussioni che porteremo avanti nel corso del 2021 saranno tutte orientate a identificare, insieme agli altri rappresentanti del mondo privato dei Paesi del G20, soluzioni e policy che accelerino la transizione verso una maggiore inclusione e valorizzazione dei talenti e delle diversità in posizioni di leadership, anche alla luce di best practice aziendali già in essere in alcuni Paesi.” 

“Desidero – aggiunge Mascaro – rinnovare i miei ringraziamenti alla Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, per l’incarico che mi è stato affidato e che svolgerò con grande impegno.” 

“Il gruppo G20 EMPOWER ci pone davanti ad una grande opportunità, distintiva verso altri gruppi di lavoro G20: fare leva sulle migliori pratiche nel settore privato per progettare e mettere in atto, attraverso un approccio pragmatico e bottom up, politiche in grado di sviluppare ecosistemi aziendali e organizzativi volti a promuovere l’empowerment femminile” conclude Mascaro. 

 

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