«Senza donne non c’è ripresa»: le proposte della task force ministeriale per l’occupazione femminile

Team Comunicazione
03-06-2020

Sul Corriere della Sera le componenti della task force della Ministra Bonetti Floriana Cerniglia, Lella Golfo, Paola Mascaro e Paola Profeta spiegano il contributo delle loro attività e la necessità di cambiare rotta per uscire dalla crisi causata dal Covid-19 agendo sugli attuali divari di genere nel mondo del lavoro. In particolare hanno individuato gli aspetti più critici nel rapporto tra maternità e lavoro, nei disequilibri nei carichi di lavoro all'interno della famiglia, nelle difficoltà dell'imprenditoria femminile e nella scarsa presenza di una leadership bilanciata per genere.

 

Il documento di analisi e di proposta

«Consapevoli che il lavoro delle donne è "la prima garanzia di libertà individuale e di sviluppo sociale" abbiamo lavorato come sotto-gruppo specializzato sul tema del lavoro all'interno della task force "Donne per un nuovo Rinascimento" voluta dalla ministra Elena Bonetti, che ha finalizzato il suo primo documento (consultabile qui http://www.pariopportunita.gov.it/). Lavoro, ricerca (STEM e formazione delle competenze) e comunicazione finalizzata ad un cambio di paradigma sono i tre gruppi di attività per realizzare una visione nuova, in grado di rimuovere i pregiudizi e gli ostacoli più profondi, al fine di promuovere il lavoro delle donne a beneficio di tutto il Paese».

 

«Abbiamo individuato alcuni nodi chiave da sciogliere, ostinati e persistenti, che rischiano di aggravarsi in questa fase di crisi e non possono più aspettare. Tra questi, il rapporto tra maternità e lavoro - che vede l'Italia ancora intrappolata in un equilibrio con bassa fecondità e bassa occupazione femminile - , i disequilibri all'interno della famiglia - con i carichi di lavoro domestico di cura dei figli che gravano prevalentemente sulle donne - , le difficoltà dell'imprenditoria femminile e la scarsa presenza di una leadership bilanciata per genere».

 

Le proposte avanzate

Sono state proposte una serie di misure di indirizzo strategico che aiutino a ripartire su una nuova strada. A partire dalle misure di valutazione dell'impatto di genere, da applicare alle policy, ex ante e ex post, come prassi ordinaria nella fase progettuale di qualsiasi iniziativa legislativa, politica, strategica, programmatica, così come a tutti i processi aziendali, insieme alla certificazione di parità per le imprese, che misuri la situazione per genere del personale nelle organizzazioni. Valutazioni essenziali per un cambio di mentalità del legislatore, delle istituzioni e delle aziende.

 

Altre proposte riguardano interventi sul sistema educativo, l'organizzazione del lavoro e l'occupazione delle madri. Nel breve periodo, una misura di tipo universalistico per l'utilizzo degli asili nido e la creazione di centomila posti in più negli asili nido in cinque anni; incentivi per le madri che tornano al lavoro dopo la maternità obbligatoria e un contributo alla nascita di un figlio. Ma anche estendere e rafforzare i congedi di paternità, per scardinare gli equilibri esistenti all'interno della famiglia che si riflettono sul mercato del lavoro.

 

Inoltre sottolineano che per promuovere e rafforzare la presenza femminile nelle posizioni di leadership nel settore pubblico, è fondamentale adottare l'adozione del principio generale di parità di genere e leadership bilanciata tra uomini e donne, da applicare a tutti i soggetti e decisori pubblici e tutti gli organi di governo e da monitorare attraverso un apposito Osservatorio per la parità di genere.

Per finire propongono lo sviluppo organico di statistiche di genere e l'adozione, per ognuna delle proposte, di processi snelli, rapidi, trasparenti, accompagnati da efficace comunicazione e costantemente monitorati.

 

«Continueremo a lavorare su queste e le altre proposte - concludono- con il convincimento che il divario di genere non è un ordine naturale contro il quale non si possa far nulla. In questo momento più che mai è ora di prendere la strada giusta, perché senza donne non c'è ripresa».

 

Associarsi
Entra in un network di oltre 200 aziende, accedi a esclusivi percorsi di formazione e scambia best practice con le altre imprese associate.
scopri di più
ENG