Il lavoro invisibile delle donne si ripercuote sulla salute

Team Comunicazione
23-01-2019

Il lavoro invisibile per eccellenza, il lavoro domestico e di cura, è sempre stato delle donne, un lavoro invisibile non riconosciuto (che non dà diritti), non retribuito (che non dà reddito), non valorizzato (che non dà riconoscimenti). Uno squilibrio evidente anche nell’impiego del tempo dedicato al lavoro domestico e di cura, che ha ripercussioni sulla possibilità di molte donne di compiere scelte relative alla propria vita su un piano paritario rispetto agli uomini, ma che si ripercuote anche sulla salute.

Come dimostra uno studio americano pubblicato sulla rivista di ricerca Sex Roles, la maggior parte delle responsabilità che riguardano la famiglia ricade proprio sulle madri, anche se lavorano e condividono il peso con i loro partner. Ma quel “lavoro invisibile”, secondo i ricercatori, lascia le donne meno soddisfatte della loro vita e delle loro relazioni. E questo le rende più inclini alle malattie legate allo stress.

 

Nei lavori domestici e di cura continuano ad avere la responsabilità

"Le donne stanno cominciando a riconoscere di mantenere ancora il peso mentale della famiglia anche se gli altri condividono il lavoro fisico e che questo carico mentale puo’ avere un prezzo” racconta Lucia Ciciolla autrice dello studio. Ed è ampiamente riconosciuto che, mentre le dinamiche di genere si sono spostate, rimane uno status quo profondamente radicato: anche se gli uomini partecipano alle faccende domestiche e si occupano dei bambini, oggi più che in passato, i ricercatori hanno trovato che le donne gestiscono ancora la casa, indipendentemente dal fatto che lavorino più o meno del loro marito.

Per indagare su come questo influisca sulla salute delle donne, i ricercatori hanno deciso di intervistare 393 donne con famiglia. La maggior parte provenivano da famiglie di classe medio-alta e avevano un’istruzione molto alta: oltre il 70% aveva almeno un’istruzione universitaria. I ricercatori hanno misurato come il lavoro domestico venisse diviso, della loro soddisfazione nei confronti dei coniugi o dei partner e della loro soddisfazione per la vita nel complesso.

Hanno anche osservato quanto il “lavoro invisibile” fosse collegato a sentimenti come sentirsi sopraffatti o di vuoto. Il 65% delle donne erano mamme casalinghe, mentre il resto lavorava a tempo pieno. Eppure, il 90% delle donne ha dichiarato di sentirsi l’unico responsabile per l’organizzazione degli orari della famiglia. Almeno sette donne su dieci hanno dichiarato di essere responsabili anche di altri compiti.

I responsabili della famiglia si sentono sopraffatti dal loro ruolo di genitori, hanno poco tempo per se stessi e si sentono esausti. Quasi l’80% ha dichiarato di essere colei che conosce i maestri delle scuole per bambini, e due terzi si sentono di essere più attente ai bisogni emotivi dei bambini. L’unica cosa per cui le donne sentivano che i loro partner erano d’aiuto era quando si trattava di instillare valori nei bambini, un ruolo stereotipicamente paterno, consolidando ulteriormente le dinamiche di genere vecchio stile. Secondo i ricercatori, le donne andrebbero sostenute per evitare che il carico di responsabilità schiacci la loro salute mentale.

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