Il lavoro agile è legge da un anno: Valore D ne parla al Lab Smart Working

Team Comunicazione
22-05-2018

Il 22 maggio 2017, il Senato approvava in via definitiva il disegno di legge sul lavoro autonomo e il lavoro agile, con norme riguardanti anche lo smart working.

A un anno di distanza, il 22 magio 2018, in occasione della Settimana del Lavoro Agile indetta dal Comune di Milano, Valore D organizza un nuovo Lab Smart Working. L’incontro intende non solo celebrare il primo anno di vita della legge, ma affrontare e condividere, insieme alle aziende associate partecipanti, le questioni più importanti per mettere in moto il cambiamento organizzativo e attivare politiche di lavoro agile.

Lo smart working è fra le aree d’intervento cardinali su cui Valore D basa la propria attività e formazione relativa al welfare aziendale. La nuova legge ha reso prassi alcuni fra i principi alla base dell’ideologia dell'Associazione, fra i quali l’opportunità di lavorare in modo flessibile attraverso l’uso della tecnologia, ridisegnano i limiti su orario, controlli e sede dell'attività.

Nel 2017, Barbara Falcomer, direttore generale di Valore D, annunciava che la legge rappresentava «un passo avanti nel modo di concepire la relazione tra azienda e collaboratori, basato sulla fiducia e sulla responsabilizzazione, che riconosce come la capacità di creare valore per l'impresa non sia più e solo legata alla presenza fisica sul luogo di lavoro. Questa nuova modalità di lavoro permette di combinare esigenze produttive ed esigenze personali dei collaboratori, rispondendo alle loro specifiche necessità».

Le aziende che hanno sperimentato con Valore D modalità di lavoro agile, hanno avuto benefici in termini di performance aziendali e di soddisfazione dei collaboratori.

Gli effetti sono quindi stati positivi sia all’interno dell’impresa, per quanto riguarda i profitti, sia nell’equilibrio “professione vs vita privata” delle collaboratrici, ma anche collaboratori. Nato per coadiuvare la gestione del lavoro per le donne con famiglia, lo smart working è infatti diventato uno strumento utile trasversalmente sia da un punto di vista di genere (50% dagli uomini e 50% dalle donne) che di età (millenials e over55), che viene utilizzato da mamme, papà, più giovani e meno giovani, con o senza figli.

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