Gender Pay Gap: la Germania dopo il Wage Transparency Act

Team Comunicazione
07-08-2018

 

Secondo l’Ufficio Federale di Statistica tedesco, nel 2017 le lavoratrici in Germania sono state pagate il 21% in meno rispetto ai colleghi maschi, lasciando più o meno invariato il divario retributivo di genere, che nel 2006 era pari al 23%. Gli uomini, fa sapere l’Ufficio, continuano a guadagnare in media 21 € l’ora contro i 16,59 € delle donne.

Il Ministero della Famiglia aveva spiegato che tale pay gap è il risultato di diversi fattori, che non sono certo una sorpresa: anche nella più grande economia europea, le donne tendono ad essere sovrarappresentate in settori a bassa remunerazione e sottorappresentate in posizioni senior. Le loro carriere, inoltre, sono spesso interrotte da lunghi periodi dedicati a famiglia e figli.

Per questo, a gennaio 2018, il Governo tedesco ha lanciato il Wage Transparency Act. Secondo la nuova legge, i dipendenti hanno il diritto di fare un passo avanti e richiedere informazioni sulle differenze salariali relative agli stessi ruoli in azienda. La legge è tuttavia controversa, in quanto offre tale diritto solo nel momento in cui il singolo ritrova delle discrepanze non nello stipendio di un altro singolo, ma in quello di un gruppo di almeno sei che occupano una posizione molto simile.

«La legge non avrà praticamente alcun impatto sulla promozione dell'uguaglianza salariale», aveva dichiarato ai media tedeschi Hans-Georg Kluge, avvocato specializzato in casi di discriminazione.

Il divario retributivo è per alcuni aspetti ancorato nella cultura tedesca. Il termine Frauenberufe (lavori per donne), per esempio, viene ancora usato per indicare professioni come la parrucchiera o l’infermiera.

E così, divario salariale, pressioni sociali e carenze nell’offerta per la cura dei bambini, fanno sì che un minor numero di donne sia presente nella forza lavoro tedesca. Tanto che, ha informato l’Ufficio Federale di Statistica, il 78% degli uomini in età lavorativa è stato assunto nel 2016 nel paese, a fronte del 70% di donne.

Quali sono state le risposte al Wage Transparency Act? Secondo un sondaggio condotto da EY, solo un’intervistata su otto intende chiedere ai propri datori di lavoro di spiegare le differenze retributive. Deutsche Bank, che ha circa 30.000 dipendenti, ha ricevuto 134 richieste durante il primo trimestre del 2018. Bayer ha offerto risposte a meno di 10 dipendenti e la BMW ha ricevuto 17 notifiche su una forza lavoro di oltre 90.000 individui.

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