Gender equality pilastro della democrazia al World Forum for Democracy

Team Comunicazione
22-11-2018

"Consideriamo la gender equality come uno dei pilastri della democrazia, se non ci si impegna in questo senso è difficile credere che le società nelle quali viviamo siano seriamente democratiche". Così Gabriella Battaini-Dragoni, vicesegretaria generale del Consiglio d'Europa, ha dichiarato al settimo World Forum for Democracy di Strasburgo, concluso ieri, che quest'anno aveva come tema: “Uomo, donna: la stessa lotta?"

 

Intellettuali, politici, esperti da tutto il mondo si riuniscono per una settimana, sotto gli auspici del Consiglio d'Europa, per dibattere sull’uguaglianza di genere e sui diritti delle donne, in particolare sulla loro partecipazione pubblica, politica ed economica e sulla lotta contro la violenza.

 

“In Italia mi sembra che ci siano delle criticità nella rappresentazione delle donne nei mezzi di comunicazione di massa” continua Battaini-Dragon. Se l'immagine che i mass media rimandano delle donne in Italia non è edificante, non va meglio nel mondo del lavoro. Secondo le ultime rilevazioni Istat, solo 49% delle donne ha un impiego, questo dato fa dell'Italia il fanalino di coda della zona euro."L'Italia è indietro, e molto, nel favorire la conciliazione tra vita privata e vita lavorativa" sostiene Claudia Luciani, direttrice di Human Dignity, Equality and Governance del Consiglio d'Europa, presente al Forum.

 

L'Italia, soprattutto nel settore privato, continua a non retribuire le donne, a parità di lavoro, come gli uomini. Sia in termini di responsabilità e competenze richieste sia in termini di tempo dedicato al lavoro, questo è un problema che riguarda tutti i Paesi europei. "Sulla questione dei diritti socio economici delle donne non ci siamo ancora, perché non c'è eguaglianza se persiste la differenza salariale", conclude la vicesegretaria generale del Consiglio d'Europa.

 

Questi dati poco incoraggianti segnalano con chiarezza quanto ancora sia lunga e necessaria la strada da percorrere verso la parità di genere.

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