Della serie “Best Practice”: la parental policy di AXA

Team Comunicazione
26-09-2018

La parental policy di AXA, primo global benefit dell'impresa, ha da poco compiuto un anno. Di cosa si tratta? Mentre i papà italiani, con la legge di bilancio 2017, hanno accesso a soli 4 giorni di congedo obbligatori e uno facoltativo da utilizzare solo se la mamma decide di rinunciare ad uno dei suoi, i padri che lavorano da AXA hanno fra le mani un’opportunità preziosa e l’occasione di dare maggiore spazio al proprio ruolo.

A partire dal 1°gennaio 2017, qualsiasi sia la situazione familiare (famiglie biologiche, adottive, affidatarie, monogenitoriali o coppie omosessuali), l’azienda ha infatti deciso di offrire a 1600 dipendenti in 64 paesi diversi la seguente policy: 16 settimane di congedo pienamente retribuito per il primary parent, o il genitore che ha la responsabilità principale del bambino, e 4 settimane (anch’esse pienamente retribuite) per il cosiddetto co-parent (ossia, nella maggior parte dei casi, il papà). E anche quando la legislazione nazionale prevede minori settimane di congedo, non importa, vale comunque il trattamento previsto da AXA.

Una policy importante, questa, che permette finalmente di gettare le basi per un più semplice percorso di conciliazione tra impegni familiari e vincoli lavorativi, oltre che l’opportunità per condividere appieno e da subito l’esperienza della genitorialità.

Qualche esempio? Riportiamo una testimonianza dal blog di AXA Italia #Natiper. Stéphane Livet, Manager delle Risorse umane di AXA Banque in Francia, si è organizzato in questo modo:

«La prima volta ho preso due settimane di riposo dopo il parto, poi sono tornato al lavoro per qualche giorno per sistemare le cose per poi ritornare in congedo ancora due settimane. È stata una decisione che abbiamo preso a tre: mia moglie, io … e il mio manager che era in sintonia la mia scelta. Anche sua moglie, Charlène è impiegata presso AXA Banque e ha beneficiato anche di convenzioni del settore bancario. Si è fermata all’inizio di febbraio per un parto programmato alla fine di marzo e ha ripreso il lavoro all’inizio di settembre. Il piccolo Gabriel è il loro secondo figlio, dopo una bambina nata nel novembre 2013. In termini di gestione di notti, pannolini e pasti, la coppia sapeva cosa aspettarsi … o quasi: bisognava aggiungere gli spostamenti a scuola del primo figlio e mettere in conto il drastico accorciamento delle giornate quando ci si prende cura di due bambini piccoli! Fortunatamente, ho il vantaggio di poter lavorare da qualsiasi luogo. Posso uscire dall’ufficio presto e lavorare da casa se lo desidero, anche se ovviamente non è obbligatorio. Ma personalmente, trovo davvero bello poter lavorare da remoto».

 

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