Talenti senza età

Harvard Business Review Italia
08/03/2018

IL VALORE DELLE DIVERSITÀ

I nuovi trend demografici – in particolare l’invecchiamento della popolazione, l’innalzamento dell’età pensionabile e un tasso di natalità sempre più basso (1,34 figli per donna) – mettono le aziende di fronte a nuove sfide su come gestire le proprie risorse interne.

VALORE D CON LA RICERCA “Talenti senza età. Le donne over 50 e il lavoro”, in convenzione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica, ha studiato le donne over 50 in azienda: chi sono, come stanno e qual è il loro potenziale. Lo studio, svolto tra circa 5000 donne tra i 50 e i 69 anni su tutto il territorio nazionale in 18 aziende associate a Valore D, ha consentito di identificare tre profili di donne over 50 nel mondo del lavoro: le lavoratrici attive e soddisfatte (36,9%), le lavoratrici attive ma in difficoltà (36,1%) e le lavoratrici smarrite (27%).
Dalla ricerca emerge che solo un terzo tra queste donne – le attive e soddisfatte – hanno un alto livello di potenziale lavorativo, si sentono realizzate da un punto di vista personale e si impegnano molto professionalmente. Generalmente queste donne lavorano in ambienti organizzativi caratterizzati da un clima positivo, in cui non sono presenti discriminazioni 0 stereotipi negativi di genere ed età. Inoltre possono contare su una rete di relazioni ricca e caratterizzata da fiducia sia al lavoro che in ambito extra lavorativo. Il resto del campione è composto da donne attive ma “in difficoltà” (36,1%) oppure smarrite (27%).
Nel primo caso di tratta di donne che sono ancora attive sul lavoro ma hanno un basso livello di benessere psicologico e reti relazionali extra lavorative più povere. Nel secondo caso, le lavoratrici “smarrite” (27%) presentano il più basso livello di benessere psicologico oltre che il più basso livello di impegno nel lavoro e di orientamento al futuro lavorativo. Queste lavoratrici hanno affrontato negli ultimi anni delle transizioni importanti – malattie proprie 0 di persone care, separazioni e divorzi, cambiamenti lavorativi – e in molti casi non hanno potuto contare su un ricco network relazionale e su un clima organizzativo positivo. Anzi, dicono di percepire nel loro contesto professionale discriminazioni legate al genere e all’età.

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