“Se ci uniamo siamo più forti”. Cronaca di una ribellione.

Io Donna
04/07/2020

Articolo di Paola Centomo

Questa è la cronaca di tre mesi di tante, tantissime donne. La cronaca di cosa hanno fatto, di 31 marzo 2020: la prima lettera Mentre l’Italia è murata nelle case e l’Europa è spaccata tra le spaventose dimensioni della crisi e l’urgenza di risalirla, il giornale Noi Donne e l’associazione Noi Rete Donne coglie la coincidenza eccezionale di due signore ai vertici delle istituzioni europee – Ursula von der Leyen e Christine Lagarde e scrive loro una lettera-appello. Comincia con «Siamo a una difficilissima prova della storia» e così si conclude: «Confidiamo che deciderete senza mai perdere di vista il vostro essere donne, fattore decisivo per ridisegnare le priorità economiche e consolidare la democrazia e i diritti civili acquisiti». Sulla lettera piovono le firme di 3600 persone e moltissime associazioni.

L’obiettivo? Molto più che ricostruire l’Italia. «Puntiamo a una nuova Civiltà», dicono le attiviste, «una società umana più giusta, accogliente, meno disuguale, meno aggressiva». Tutti in classe al più presto La spallata comunicativa più possente la danno però le madri e sì, con loro diversi padri, convinti che i bambini vengano sistematicamente dimenticati dalle istituzioni. Durante il lockdown chiedono per loro “un’ora d’aria” al giorno inviando lettere ai sindaci e, appena è permesso, escono tutti insieme, a migliaia, per grandi proteste popolari – bambini, genitori, insegnanti -, a chiedere la riapertura immediata dei nidi e delle scuole in presenza a settembre.

 

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