Perché alle aziende conviene puntare sugli over 50

Donna Moderna
09/01/2019

Chi sono i lavoratori over 50? Com’è il loro rapporto con il lavoro? In che modo le aziende possono diventare luoghi stimolanti e produttivi che arricchiscono e valorizzano tutte le generazioni? Per rispondere a queste domande l’associazione Valore D presenta la ricerca “Talenti senza età”.

 

Oggi, a 50 anni, si è in evoluzione: c’è ancora tanto da fare, molto da dire. Lo conferma, a livello professionale una ricerca di Valore D, Talenti senza età. L’indagine si propone di raccontare i senior, quei 50-64enni che per crollo delle nascite, crisi economica, allungamento della vita, norme pensionistiche sono diventati la generazione prevalente nel mondo del lavoro. Un dipendente su 3 si considera un “talento attivo”. «Abbiamo intervistato 13.000 donne e uomini, per raccogliere le loro istanze e difficoltà. E quindi suggerire azioni concrete alle aziende, oggi più che mai a caccia di idee per gestire e valorizzare gli over 50» spiega Paola Castello, coordinatrice della ricerca.

«Una fotografia accurata mancava; avevamo a disposizione studi americani che dicevano, per esempio, che le lavoratrici ultra 50enni sono molto stressate». Probabile lo siano anche le italiane ma, tra i tanti indicatori, dalla ricerca di Valore D spicca un numero positivo: il 30,9% degli intervistati si considera un “talento attivo”, proiettato verso il futuro e con obiettivi da raggiungere. «E le donne, al contrario degli uomini, si sentono ancora in pista, dal livello impiegatizio a quello manageriale» sottolinea Paola Castello. «Inutile negare, però, che c’è un 45,7% in difficoltà. Si tratta di coloro che danno ancora tanto sul lavoro, ma confessano una bassa realizzazione personale e poca proiezione sul domani».

«Si tratta di agire su organizzazione flessibile del lavoro, welfare, scambi intergenerazionali», continua Paola Castello. Un patto vantaggioso, dal momento che si tratta per lo più di lavoratori stabili, su cui l’azienda ha investito per decenni e legati da contratti a tempo indeterminato. «Smart working, assicurazioni sanitarie, pacchetti di check up convengono all’azienda anche in termini economici. Il carico fiscale sulle buste paga rende molto difficile gratificare i dipendenti con aumenti di stipendio. Molto più vantaggioso agire su welfare e worklife balance» spiega Arnaldo Carignano, head of career della multinazionale di ricerca e selezione di risorse umane Randstad.

«Oggi i 50enni sono nel pieno dell’attività, rendimento e capacità sono ancora al massimo e, non a caso, da noi l’età media dei manager è di 52 anni. La vera sfida all’orizzonte sono le politiche di invecchiamento attivo in azienda: a breve da gestire ci saranno i lavoratori over 60» dice Paola Ordasso responsabile affari sindacali Intesa Sanpaolo.

 

A moderare la tavola rotonda con gli esperti del mondo del lavoro è Annalisa Monfreda, direttrice di Donna Moderna.

L’incontro è aperto al pubblico ed è possibile registrarsi QUI.

Vi aspettiamo il 17 gennaio alle ore 17.30 nell’aula magna dell’Università Cattolica di Milano, Largo Agostino Gemelli 1.

 

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