Molestie, è ora di reagire

Io Donna
13/05/2019

Apprezzamenti pesanti, contatti fisici non voluti: i ricatti sessuali sul lavoro sono frequenti. Poche donne parlano, anche se la legge è con loro. Ma finalmente le aziende iniziano ad attivarsi. Partendo dalla prevenzione e dalla lotta alle “battute”.

Quantomeno, alcune cominciano a prenderne nettamente le distanze e a spendere azioni concrete per contenerle, incalzate dai costi legali di eventuali cause e risarcimenti, da quelli dell’assenteismo, della malattia, del crollo del rendimento – riflesso professionale del profondo malessere che colpisce chi ne resta vittima -, e dal prezzo che, se le molestie dovessero diventare pubbliche, pagherebbero in reputazione. È una gran bella notizia che a Milano, poche settimane fa, tante imprese affollassero un luogo culla dell’impegno civile come il teatro Elfo Puccini, raccolte da Valore D e Parks, associazioni di aziende sensibili ai temi della diversity e alla lotta alle discriminazioni. «Vogliamo supportare le aziende ad avere consapevolezza del fenomeno, definendone contorni e gradi, e proporre approcci e strumenti per affrontarlo», commenta Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D che, con la collaborazione di esperti e imprese – vedi Ibm, Ferrovie dello Stato, Gucci,Tim, Unilever, Sky, Vodafone -, ha costruito un documento di rottura, che propone alle imprese processi e pratiche con cui intraprendere prevenzione e lotta alle molestie sessuali.

Si chiama “Molestie sessuali nei luoghi di lavoro: consapevolezza e prevenzione” l’interessante e ricchissimo dossier con cui Valore D e Parks offrono alle aziende le linee guida per prevenire e combattere le molestie.

Secondo le due associazioni, il primo obiettivo è fare sì che l’azienda esprima una volontà chiara in proposito, dichiarando esplicita distanza dai comportamenti molesti. Lo può fare emanando un codice etico da rendere noto con un ampio piano di divulgazione e assegnando ruoli e responsabilità sul tema specifico. Altro obiettivo è creare una cultura di bilanciamento di genere, perché le molestie attecchiscono laddove sopravvivono linguaggio sessista, stereotipi, atteggiamenti discriminatori.

 

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