Mai provato il reskilling?

Elle
26/12/2020

Ecco la parola magica, quasi un sinonimo di futuro. Non è ancora popolare, ma presto lo sarà: reskilling, in italiano “riqualificazione professionale”. È un ombrello ampio, e sotto ci sta tutto. L’imprenditrice che cerca nuove soluzioni di crescita, la manager che vuole cambiare area per fare carriera, la quarantenne che ha avuto l’idea di un’attività autonoma (però una buona idea non basta), la giovane laureata che ha competenze digitali generiche e non sa ancora verso quale direzione orientarsi. La verità è che un processo di reskilling potrà riguardare chiunque voglia avere un valore nel mercato del lavoro, cogliere opportunità, ottenere posizioni. Nessuno dorme sugli allori.

Dice Flaminia de Romanis, responsabile Academy di Valore D: «Noi cerchiamo di portare un messaggio a tutte, giovani e meno giovani: non si finisce mai di imparare, non perché bisogna essere più brave degli uomini, ma perché se vuoi essere scelta è necessario avere le giuste competenze professionali e accademiche. Devi chiederti subito: quello che so e imparerò, è sufficiente? Lo sarà da qui al 2030? Per rispondere a queste domande portiamo nelle aziende storie di donne, professional ambassador che si sono rimesse in discussione e ripartite con un nuovo bagaglio. Una comandante dell’esercito ha spiegato come si sviluppa e si esercita la leadership femminile in un ambiente maschile; l’esperta di robotica bioispirata, Laura Margheri ha parlato dell’importanza della multidisciplinarietà e dell’essere visionari per creare i lavori del futuro; l’esploratrice di ghiacci Chiara Montanari, si è focalizzata invece su cosa significa avere coraggio».

 

 

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