Lo smart working delle donne ai tempi del coronavirus

Vogue
23/03/2020

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Smart o extreme? #iolavorodacasa è il titolo di una ricerca di Valore D sul carico famigliare che continua a gravare sulle donne

L’indagine fatta su un panel di oltre 1300 lavoratori, dipendenti e non, di multinazionali e PMI, conferma che, per dare continuità al proprio business tutelando la salute dei dipendenti, in questo periodo le aziende sono ricorse a un uso massiccio dello smart working. Oltre il 93% degli intervistati sta infatti lavorando da casa.

Smart working o extreme working?

L’analisi racconta che il 60% del campione femminile dipendente era già abituato a lavorare in modalità “lavoro agile”, con flessibilità di orario e spazi. Ma lo smart working richiede una grande disciplina personale, la ricerca di una postazione di lavoro tranquilla e isolata, orari determinati – tutti aspetti non facili da mettere in atto in un momento di convivenza familiare forzata. Emerge quindi che, in questo periodo, 1 donna su 3 lavora più di prima e non riesce, o fa fatica, a mantenere un equilibrio tra il lavoro e la vita domestica. Tra gli uomini il rapporto è di 1 su 5.

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