L’importanza di chiamarsi Carlo: Valore D su Sky

Vanity Fair
23/10/2020
Claudia Casiraghi

Articolo di Claudia Casiraghi

Volere D ha stilato il Manifesto per l’occupazione femminile, il cui contenuto Sky ha deciso di dibattere in uno speciale intitolato L’importanza di chiamarsi Carlo. Il dibattito televisivo, che a dispetto del nome non ha nulla a che vedere con Oscar Wilde e il teatro, parte da un assunto tanto preoccupante quanto curioso. In Italia, tra le prime cento società quotate, il numero degli amministratori delegati di nome Carlo è parti al numero delle amministratrici delegate. Dato, questo, che riflette la miseria di una realtà dove il numero delle donne ai vertici delle società quotate rappresenta il 5,8% del totale.

«Questa trasmissione porta con sé due messaggi: che fare informazione è importante perché contribuisce a creare una cultura dell’inclusione e che un ecosistema composto da istituzioni, esperti, imprese e università che collaborano è l’approccio giusto per trovare soluzioni. La mia proposta? Come Presidente di Valore D chiedo di introdurre delle certificazioni sulle politiche di genere nelle imprese, associate a un sistema premiante che riconosca l’impegno dell’azienda. Dobbiamo fare. E in fretta»,  ha dichiarato Paola Mascaro, Presidente di Valore D.

«Chi oggi guida un’azienda ha una responsabilità enorme: capire qual è l’impatto positivo che si può avere nella comunità nella quale si opera. Gli obiettivi da raggiungere non sono solo numerici, bisogna aggiungerne altri come sostenibilità, inclusività e diversità», ha spiegato nello speciale, in onda su SkyTg24 di venerdì 23 ottobre, Maximo Ibarra, ad di Sky Italia, chiamato a commentare quel che Valore D ha messo in luce.

 

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