Le donne a capo di grandi aziende sono tante quante i Ceo di nome “Carlo”

Sky TG24
24/10/2020
Lorenzo Borga

 

Quando in Italia si dirige un’impresa quotata chiamarsi Carlo ha una certa importanza. Tra le 100 aziende a più alta capitalizzazione a Piazza Affari, gli amministratori delegati con il nome di battesimo Carlo sono lo stesso numero dei Ceo donna. Sono 7, proprio come gli amministratori donna. C’è addirittura chi batte questo numero, ed è chi tra i grandi manager si chiama Alessandro.

Questo è il risultato, sconfortante, di un’elaborazione di Sky TG24 sulla base dei dati aziendali che verrà presentata in occasione del programma in onda venerdì 23 ottobre alle 21:00 “L’importanza di chiamarsi Carlo”, prodotto in collaborazione con Valore D. A risultati simili sono giunte ricerche sulle aziende quotate in Australia (dove i manager che si chiamano Peter battono le donne) e negli Stati Uniti (lì il nome è John).

Che le donne siano sottorappresentate nei ruoli apicali, sia nel mercato del lavoro che in politica, non è una sorpresa. Ma che ci siano lo stesso numero di manager chiamati Carlo e Ad donna fa un certo effetto. Addirittura se restringiamo il campo alle prime 50 aziende di Piazza Affari, le donne rimangono solo due. Appena il 4 per cento.

Eppure negli ultimi anni il divario di genere tra chi guida le più grandi aziende del paese si è riequilibrato, almeno in parte. Grazie alla legge “Golfo-Mosca”, che dal 2011 impone alle imprese quotate di riservare al genere meno rappresentato almeno un terzo dei posti negli organi di governo, le cose sono migliorate negli ultimi anni.

 

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