La conciliazione non ha sesso

Luisa Adani - Corriere L'Economia
23/04/2018

La flessibilità dei tempi di lavoro è una esigenza di tutti: uomini e donne, con e senza famiglia. Interessa dirigenti, impiegati e operai. Orari elastici e smart-working diventano una leva di gestione per il benessere dei collaboratori e per trattenere i talenti.
La conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia sta diventando un tema con cui le aziende iniziano a confrontarsi con serietà, per soddisfare le esigenze dei dipendenti e sviluppare a tutto tondo le politiche di inclusione e di diversità che, ormai è assodato, hanno riflessi diretti sul business.
La questione non riguarda più solo le donne, ma anche gli uomini che per desiderio o per necessità gestiscono figli e casa. Tanto che la flessibilità e i servizi per alleggerire l’impegno familiare stanno diventano uno dei fattori con cui un candidato sceglie un’azienda piuttosto che un’altra, e quindi anche di retention (conservazione dei dipendenti). Da questo punto di vista i piani di welfare, e in particolare ciò che facilita la conciliazione, possono diventare uno strumento di gestione del personale – uomini e donne – strategico.

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