Il rischio di non avere un piano di successione

Corriere della Sera
22/01/2019

Di Rita Querzè

 

I consigli di amministrazione sono attrezzati per gestire il rischio d’impresa? Gli amministratori hanno a disposizione strumenti e processi efficaci per valutare tutte le implicazioni dei rischi aziendali?

Questi i temi approfonditi ieri durante la terza edizione di Smart Boards, il primo osservatorio sulla composizione ed efficacia dei cda, organizzato da Valore D e dal Comitato delle Alumnae In The Boardroom, in collaborazione con Borsa Italiana. Nell’occasione il Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, diretto da Marco Giorgino, ha presentato una ricerca sul rapporto rischio-impresa.

Dal campione emerge che un’ampia maggioranza (64%) delle aziende ha un board abbastanza snello (tra i 7 e 12 componenti) e solo il 12% delle società monitorate ha invece un cda con più di 12 membri. Da notare che l’età media dei consiglieri nel 64% dei casi è superiore ai 50 anni e che ormai la gender diversity è un dato acquisito, grazie alla legge in materia. In due società quotate su tre i consiglieri donna rappresentano una percentuale compresa tra il 26% e il 50%. La ricerca rivela che mancano piani di successione in più di un’azienda su due (54%).

Una mancanza di strategia a lungo termine che riguarda in particolare la figura dell’amministratore delegato: solo il 15% di aziende ha il «candidato in panchina».

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