Il lavoro delle donne non paga!

Io e il mio Bambino
18/03/2019

Di Francesca Amé

Le mamme hanno un doppio ruolo ma un salario magro. E alla loro fatica si aggiunge lo smacco di vedersi declassate rispetto al vicino di scrivania.

Avvertenza: per chi è mamma e lavora anche fuori casa, questo tema pu ò risultare davvero molto urticante. Si parla infatti di “divario di reddito” o gender pay gap, come si dice in termine tecnico: si tratta della differenza di stipendio – spesso abissale che riguarda due persone impiegate allo stesso livello, con la stessa funzione e nella stessa azienda, ma con diverso sesso di appartenenza. Una forma di discriminazione che passa direttamente dalla busta paga e incide (non poco) sui bilanci familiari. Accade davvero? In Italia, lo provano le cifre, è la prassi e la bilancia non pende mai a vantaggio delle donne.

Denunciare una eventuale discriminazione salariale è semplice?
Nel settore privato è complesso, proprio in virtù della discrezionalità della contrattazione di stipendio in fase di assunzione” , puntualizza Altimari. Un’ingiustizia che ha radici nell’infanzia ” La strada per le donne che lavorano è in salita ben prima di essere assunte”, dice Francesca Devescovi, responsabile Formazione Sviluppo e Welfare di Valore D, la più importante associazione italiana che si adopera per far emergere i talenti femminili in azienda (nata nel 2009, conta oggi oltre 180 imprese associate).
La sua analisi è interessante: “Il divario salariale è un fardello che le donne si portano dietro tutta la vita e che parte dalla paghetta. Dalle nostre ricerche risulta che solo il 42% delle bambine riceve una paghetta rispetto al 53% dei bambini: per i ragazzi il denaro è un fl usso continuo elargito dai genitori, per le ragazze è un regalo o un premio. Questo ha delle conseguenze nella vita adulta. Quando le ragazze, spesso ben preparate e competenti, entrano in azienda vengono pagate di meno anche perché non sono educate a negoziare ed essere assertive come i loro coetanei maschi.
Il divario poi cresce durante tutto il percorso di carriera fi no ad arrivare alla pensione dove, a causa anche della discontinuit à contributiva per eventuali part-time o pause dal lavoro per la maternit à , le donne prendono il 29% in meno degli uomini”. Lo scorso anno, Valore D ha lanciato la campagna di pubblicità progresso #NoPayGap perché è solo dalla consapevolezza del problema che può iniziare un cambiamento di rotta.

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